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Fortnite torna su Google Play, nuove regole per gli sviluppatori

di Corriere Roma
06/03/2026
in Tecnologia
Tempo di lettura: 1 minuti
Fortnite torna su Google Play, nuove regole per gli sviluppatori

Dopo anni di scontri nelle aule di tribunale, Google ha ufficializzato una profonda revisione delle politiche del suo negozio digitale, archiviando definitivamente il contenzioso con Epic Games. Il colosso di Mountain View ha annunciato che la commissione standard per gli acquisti in-app scenderà al 20%, con un ulteriore 5% previsto solo per gli sviluppatori che sceglieranno di avvalersi del sistema di pagamento proprietario. Questa mossa mira a stemperare le tensioni antitrust che hanno caratterizzato l’ultimo quadriennio, stabilendo una tabella di marcia che vedrà l’Europa e gli Stati Uniti come primi mercati coinvolti entro la fine di giugno 2026.

Il fulcro dell’intesa risiede nel nuovo “Registered App Stores program”, una iniziativa concepita per snellire il processo di installazione di software esterno al circuito ufficiale. Superando i controversi avvisi di sicurezza che hanno a lungo ostacolato il cosiddetto sideloading, Google consentirà ai marketplace di terze parti che rispettano determinati standard qualitativi di operare con maggiore fluidità. Il risultato immediato di questa distensione è il reintegro di Fortnite nel catalogo globale del Play Store, accompagnato dal debutto dell’Epic Games Store su Android come entità autonoma e pienamente legittimata.Mentre Tim Sweeney, CEO di Epic Games, ha accolto con favore il cambiamento, descrivendo l’evoluzione di Android verso una piattaforma realmente aperta, la portata della riforma si estenderà gradualmente su scala globale fino al settembre 2027. La decisione segna una netta divergenza rispetto alla strategia di Apple, ancora impegnata in complessi ricorsi legali per mantenere il controllo sulla propria catena del valore. Per Google, la sfida si sposta ora sulla capacità di trattenere i creatori di contenuti attraverso nuovi programmi di incentivi, cercando un difficile equilibrio tra la protezione del sistema operativo e la libera concorrenza richiesta dai regolatori internazionali.

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