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Cambia la legge di Bilancio 2026, tassa sui pacchi rinviata: novità su Iva e imprese

di Corriere Roma
13/03/2026
in Economia Italiana
Tempo di lettura: 2 minuti
Cambia la legge di Bilancio 2026, tassa sui pacchi rinviata: novità su Iva e imprese

Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato, con il comunicato n. 31, un imminente provvedimento legislativo per modificare la legge di Bilancio 2026 (199/2025). L’intervento servirà a correggere tre diversi ambiti: la tassa sulle piccole spedizioni extra-UE, le regole sulla base imponibile Iva nelle permute e i requisiti geografici per l’accesso all’iper-ammortamento dei beni strumentali.
Modifiche che, secondo la nota, servono per garantire la certezza del diritto e permettere l’adeguamento tecnico dei sistemi informatici doganali, evitando blocchi burocratici che colpirebbero i consumatori e le imprese. Vediamo come cambia la legge di Bilancio 2026.

Tassa sui pacchi extra-UE: a quando slitta
Il primo punto del comunicato del ministero dell’Economia e delle Finanze del 12 marzo 2026 riguarda il rinvio dell’applicazione del contributo amministrativo sulle importazioni di valore inferiore ai 150 euro.
La tassa sui pacchetti provenienti da fuori l’Unione Europea, prevista dalla legge di Bilancio 2026 agli articoli 126-128, slitta. Il motivo è che serve più tempo per adeguare il sistema informativo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Si tratta quindi di una necessità tecnica, perché il sistema informativo richiede un aggiornamento strutturale per poter processare tutti questi micropagamenti senza causare dei colli di bottiglia nelle consegne.
Il Mef ha così disposto uno slittamento che attiva la norma dopo il 30 giugno 2026. Per i cittadini questo significa che non cambia nulla fino alla fine di giugno e vengono così evitati dei rincari immediati su spedizioni inferiori a 150 euro provenienti dai Paesi extra-UE.
Chiarimenti sull’Iva
Il secondo intervento riguarda invece la base imponibile Iva nelle operazioni permutative e nelle dazioni in pagamento (art. 1, comma 139). La nuova normativa stabilisce che l’imposta venga calcolata sull’ammontare complessivo dei costi sostenuti.
Il ministero non ha cambiato la normativa, ma ha specificato l’ambito temporale di applicazione. Il nuovo criterio infatti si applicherà esclusivamente ai contratti stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2026.
Questo significa che per tutti gli accordi conclusi precedentemente a questa data, continua a valere il criterio del “valore normale”. Una distinzione che, come specifica la nota, è fondamentale per rispettare il principio del legittimo affidamento.
Le imprese private che avevano già programmato scambi e transazioni basati sulle vecchie aliquote e valutazioni non vedranno quindi stravolti i propri piani.
Iper-ammortamento: rimosso il vincolo di produzione europea
Infine, il Governo decide di modificare le disposizioni sull’iper-ammortamento (commi da 427 a 436). Si tratta dell’incentivo fiscale per i titolari di reddito d’impresa che investono in nuovi beni strumentali.
Viene soppresso il vincolo geografico e non sarà quindi più necessario che i beni siano prodotti esclusivamente in Europa o in Stati aderenti allo Spazio Economico Europeo per accedere alla maggiorazione del costo di acquisizione.

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