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Caso Garlasco, Tg1: perizia di Cattaneo ipotizza nuovo orario della morte di Chiara Poggi

di Corriere Roma
23/03/2026
in Cronaca Italiana
Tempo di lettura: 2 minuti
Caso Garlasco, Tg1: perizia di Cattaneo ipotizza nuovo orario della morte di Chiara Poggi

Si aprono nuovi scenari nell’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi, il delitto compiuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Una finestra temporale diversa e più ampia, una violenta colluttazione sono menzionate nella consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo depositata in procura, secondo alcune indiscrezioni: l’atto fornirebbe anche nuovi elementi sull’orario, come riferisce il Tg1.

La perizia avrebbe stabilito che il 13 agosto 2007 Chiara Poggi sarebbe stata uccisa almeno mezz’ora dopo aver fatto colazione. Una circostanza che, se confermata, ricostruisce il Tg1, potrebbe spostare in avanti l’ora del delitto e mettere in discussione il ristretto arco temporale in cui la sentenza di condanna di Alberto Stasi colloca l’omicidio. In passato infatti si è parlato di un’azione fulminea, un’aggressione rapida e violenta durata solo pochi minuti. Elementi che hanno influito anche sulla compatibilita’ dell’alibi di Stasi. Emergerebbero anche i segni di una violenta e prolungata colluttazione che potrebbero dare un valore specifico alle tracce di dna trovate sulle unghie di Chiara, che secondo la nuova inchiesta sarebbero riconducibili ad Andrea Sempio. La consulenza affidata dalla procura di Pavia si concentrerebbe su tre punti chiave: i tempi della morte di Chiara, la dinamica del delitto, l’arma utilizzata e mai ritrovata. Secondo la consulenza, la vittima avrebbe lottato a lungo contro il suo assassino mentre veniva colpita. L’aggressione e l’omicidio sarebbero avvenuti in più fasi, fra il piano terra e le scale della villetta di via Pascoli. L’assassino si sarebbe anche fermato a guardare il corpo di Chiara sull’ultimo scalino. Sul corpo della ragazza non ci sarebbero solo ferite provocate dall’arma del delitto ma anche ecchimosi, lividi e abrasioni su braccia e gambe: questo indurrebbe a credere che Chiara Poggi non si sarebbe soltanto protetta ma avrebbe tentato di difendersi dal suo aggressore. Se tutto venisse confermato, le tracce di dna trovate sotto le unghie della 26enne potrebbero avere un significato ben preciso.

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