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Apple risponde all’accusa di aver cancellato parte del Libano dalle Mappe

di Corriere Roma
14/04/2026
in Tecnologia
Tempo di lettura: 1 minuti
Apple risponde all’accusa di aver cancellato parte del Libano dalle Mappe

La piattaforma cartografica di Apple è finita al centro di un’aspra controversia internazionale dopo la diffusione virale di alcune immagini di come è rappresentato sulla app il Libano meridionale. Un contenuto pubblicato dal giornalista indipendente Ethan Levins, capace di generare milioni di visualizzazioni e decine di migliaia di condivisioni in poche ore, ha evidenziato come l’area a sud del Paese appaia quasi del tutto priva di toponimi, con l’unica eccezione della città di Tiro. La discrepanza risulta particolarmente evidente osservando le zone di confine, dove le località di Israele e Siria sono regolarmente segnalate con dovizia di particolari, alimentando un acceso dibattito sulla neutralità degli strumenti digitali del colosso di Cupertino.

Nonostante le verifiche confermino l’effettiva assenza di nomi sulla versione attuale di Apple Mappe, il confronto con la concorrenza di Google Maps mostra una situazione opposta, con decine di villaggi libanesi correttamente censiti e visualizzabili dagli utenti. Da parte sua, l’azienda ha cercato di chiarire la propria posizione spiegando che non si tratterebbe di una rimozione intenzionale o punitiva dei dati cartografici. Secondo quanto filtrato da fonti vicine alla società, i nomi delle località in quella specifica regione non sarebbero mai stati presenti nel database originale, escludendo dunque un intervento censorio recente. Apple ha inoltre precisato che i nuovi aggiornamenti della cartografia non sono ancora stati rilasciati uniformemente in tutti i mercati globali.La vicenda si inserisce in un contesto geopolitico estremamente delicato, dove pesano i consolidati legami industriali tra Apple e Israele. Il polo tecnologico di Herzliya rappresenta infatti uno dei principali centri di ricerca e sviluppo della compagnia al di fuori degli Stati Uniti, e le recenti operazioni di mercato, come l’acquisizione della startup di Tel Aviv Q.ai per circa due miliardi di dollari, confermano la centralità strategica dell’area per Cupertino.

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