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La commissione sui femminicidi all’unanimità: «Sia reato generare contenuti sessuali con l’AI»

di Corriere Roma
23/04/2026
in Politica, Primo Piano
Tempo di lettura: 1 minuti

Più poteri all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per mettere mano anche sulle piattaforme che non hanno sede in Italia, oltre all’estensione del meccanismo di segnalazione al garante per la protezione dei dati personali.Le novità in arrivo per gestori e giornalistiC’è anche l’obbligo dei gestori di monitorare sulle loro piattaforme per garantire un intervento tempestivo in caso di reato, a cui segue il rafforzamento delle competenze tecnico-investigative nel contrasto alla violenza digitale. Sempre i gestori devono garantire le modalità di segnalazione di un contento illecito per cui è prevista anche l’accelerazione delle procedure per il rilascio della qualifica di segnalatore attendibile. Infine, la relazione tocca anche i giornalisti attraverso una modifica del codice deontologico in vigore dal 1° giugno 2025 per contenere il fenomeno della “superdiffusione”, ovvero tutte quelle misure specifiche adottate per contenere anche la condivisione di contenuti manipolati dall’intelligenza artificiale.Le reazioniStalking, revenge porn e deepfake. Sono solo alcuni dei fenomeni che la commissione Femminicidi guidata da Martina Semenzato vuole contrastare. «Robusto, complesso e approfondito» sono invece i termini utilizzati dalla deputata per definire il provvedimento. Segue il commento della senatrice di Fratelli d’Italia e vicepresidente Elena Leonardi, che ricorda il caso della community “Mia moglie” al cui interno sono state scovate immagini ritoccate dall’intelligenza artificiale.Soddisfazioni anche dal Partito democratico rappresentato dalla capogruppo Sara Ferrari che, insieme agli altri membri dem della commissione, commentano: «Oltre all’aggiornamento della normativa statale in linea con quella europea per il contrasto al fenomeno e per la tutela delle vittime, riteniamo fondamentale il punto dell’educazione all’utilizzo degli strumenti digitali, non solo in termini tecnici ma per il rafforzamento della cultura della parità di genere, del rispetto e del rifiuto di ogni forma di violenza, rivolta a minori e adulti».

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