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‘Criticare non è antisemitismo’, 300 sigle contro il ddl

di Corriere Roma
10/09/2026
in Cronaca Italiana
Tempo di lettura: 2 minuti
‘Criticare non è antisemitismo’, 300 sigle contro il ddl

“Criticare Israele non è antisemitismo”: lo slogan che ha risuonato in piazza Montecitorio ha unito 300 sigle scese in piazza a Roma per protestare contro il disegno di legge in discussione alla Camera. “Stop al genocidio”, “Difendiamo il diritto di critica sempre” alcuni dei cartelli esposti dai partecipanti che si sono coperti simbolicamente la bocca – con nastro adesivo nero o con la kefiah – per dire ‘no ai bavagli’.
Ad aderire alla mobilitazione realtà pro Pal, studenti, organizzazioni dei diritti umani (tra cui Amnesty), associazioni (come Anpi e Arci), sindacati, tra cui la Cgil, la Fnsi, la Rete NoBavaglio, diversi partiti di sinistra, i giovani del Pd di Roma e anche una delegazione dei Preti contro il genocidio, che hanno esposto cartelli con la scritta ‘Christ died in Gaza’. A raggiungere il presidio anche qualche parlamentare del M5s (tra cui il capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi) e la dem Laura Boldrini. Cinque minuti di ‘rumore’ con fischietti, chiavi, sirene hanno dato il via alla manifestazione anticipando una lunga maratona oratoria per dar voce alle tante realtà presenti.
Una maratona che uno sparuto gruppo di partecipanti ha provato a rovinare sventolando prima una bandiera di Hezbollah, poi anche quella di Hamas e del Fronte popolare di liberazione della Palestina. Immediata è scattata la protesta degli altri partecipanti, in primis dell’ex consigliere comunale di Sel Gianluca Peciola. “Quelle bandiere non rappresentavano il sentimento comune di quella piazza” ha commentato qualche ora più tardi Maya Issa, presidente del Movimento degli studenti palestinesi in Italia, tra gli organizzatori del sit-in.
“Eravamo oltre 300 sigle e dovevamo portare lì una sola: quella palestinese. Era questo l’invito perché dobbiamo essere uniti e non dividere il movimento” aggiunge, spiegando poi i motivi per cui centinaia di sigle sono scese in piazza. “Quel disegno di legge è incostituzionale: non rispetta gli articoli 3 e 21 della Carta perché vuole limitare la libertà di pensiero e l’uguaglianza davanti alla legge. Il vero obiettivo è mettere il bavaglio al movimento per la Palestina”.
Proprio Issa in chiusura è stata bersaglio di critiche da parte di quegli stessi manifestanti che avevano sventolato le bandiere, perché non avevano avuto spazio durante la ‘maratona oratoria’. “Hanno fatto parlare +Europa e non noi – ha attaccato un rappresentante del Coordinamento per la solidarietà con il popolo palestinese impossessandosi del microfono – La colpa di questo ddl è del governo Conte, questa è la fase finale. Quando è passato al Senato questo ddl, Maja Issa dove stava? Il Pd dove stava? Avs? Qui si parla di antisionismo non di antisemitismo”.
Critiche che la diretta interessata rispedisce al mittente: “Basta vedere i social e le piazze – la replica – Io sono palestinese e ho sempre messo la faccia e la voce, mi sto dedicando completamente alla lotta per il mio popolo”.
Ora i movimenti guardano già al prossimo step. “Il 2 ottobre, per la seconda lettura del ddl saremo ancora qui – è stato annunciato a fine manifestazione -. Non ci faremo mettere il bavaglio né censurare”.    

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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