Resta ancora in sospeso la possibilità di ricongiungimento per la famiglia che viveva nel bosco in Abruzzo: la Corte d’Appello dell’Aquila, al termine dell’udienza documentale di oggi, si è riservata di decidere sul reclamo dei legali contro l’ordinanza del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila che aveva sospeso la potestà genitoriale a Nathan e Catherine e disposto l’allontanamento dei loro tre figli minori, trasferiti in una casa famiglia, dove comunque possono vedere la madre.
La corte ha tempo fino al prossimo 27 gennaio per pronunciarsi. Si tratta di un provvedimento analogo a quello assunto lo scorso 4 dicembre dal Tribunale per i Minorenni al termine dell’udienza di comparizione delle parti, quando i giudici si riservarono la decisione. L’udienza odierna, svolta da remoto, ha visto il deposito da parte degli avvocati della coppia anglo-australiana, Marco Femminella e Danila Solinas, di note e memorie difensive. I legali hanno contestato l’assenza nell’ordinanza dei requisiti di emergenza, eccezionalità e interesse del minore, sostenendo che non vi era alcuna situazione di pericolo tale da giustificare l’intervento delle forze dell’ordine e che erano possibili alternative al collocamento dei minori in struttura protetta.
Ampio spazio è stato dedicato all’istruzione: la difesa ha sottolineato che nel fascicolo mancavano documenti che attestassero l’istruzione dei bambini e che l’istruzione parentale non era stata omessa né utilizzata in modo elusivo. Per la figlia in età scolare i genitori avevano chiesto e ottenuto l’ammissione all’esame di idoneità in una scuola statale, con rilascio dei relativi attestati acquisiti solo dopo l’emissione dell’ordinanza. Chiarimenti sul rilascio della certificazione sono stati chiesti in un’interrogazione al ministro dell’Istruzione dalla deputata di Alleanza Verdi e Sinistra, Elisabetta Piccolotti, anche alla luce del fatto che, secondo la tutrice, la bambina di otto anni non sa leggere.
I legali hanno contestato anche la presunta deprivazione tra pari, ritenuta non accertata, richiamando testimonianze di vicini e servizi giornalistici secondo cui i bambini giocavano con coetanei e frequentavano il parco. Hanno evidenziato il mancato ascolto dei minori, previsto dalla Convenzione Onu sui diritti del fanciullo, e l’assenza di un mediatore familiare durante l’anno di osservazione della vita nel casolare nel bosco. Sulla vicenda sono intervenuti il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha invitato i magistrati a decidere prima di Natale, e il Garante per l’infanzia e l’adolescenza in Abruzzo, Alessandra De Febis, che ha denunciato la violazione della privacy dei bambini e possibili conseguenze a lungo termine.
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