Omicidio a Genova poco prima delle 10 del mattino ai giardini del museo Chiossone, in centro città. A dare l’allarme una ragazza che ha visto un uomo trascinare un cadavere incaprettato. Sul posto i carabinieri che hanno individuato e fermato il presunto aggressore, un uomo di nazionalità senegalese. La vittima è un cittadino italiano di 48 anni senza fissa dimora, Pietro Alberto Paolo Signor, originario di Milano.
Le telecamere di sicurezza del museo avrebbero ripreso parte della colluttazione. L’omicida avrebbe colpito la vittima a bottigliate ma gli accertamenti del nucleo investigativo dei carabinieri sono in corso.
Arrestato per omicidio volontario il 42enne senegalese Cisse Camara. Il presunto assassino è stato nel frattempo ricoverato all’ospedale San Martino di Genova per una crisi psicomotoria. È piantonato dagli agenti di polizia penitenziaria e sarà portato in carcere appena dimesso perché gli investigatori del nucleo investigativo dei carabinieri, coordinati dal pm Francesco Cardona Albini, vogliono capire se abbia agito sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Ancora riserbo sul movente, anche se fonti investigative confermano che è stata ritrovata della droga sul luogo del delitto, presumibilmente crack. Sul corpo del 48enne sarà disposta l’autopsia. Secondo quanto riferito l’uomo sarebbe stato colpito con cocci di vetro. Il corpo presentava diverse ferite da taglio ed era legato mani e piedi con degli indumenti.
La vittima era stata notata qualche volta dai responsabili della mensa di Sant’Egidio, non è chiaro se vivesse per strada. Aveva un profilo attivo su facebook dove postava sopratutto le sue canzoni. Su Linkedin si definiva “scrittore, musicista e poeta”. Le poesie le pubblicava su un blog, ma nel 2018 aveva anche pubblicato un libro.
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