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Rappuoli ‘muta scenario malattie infettive con West Nile e Chikungunya in Italia’

di Corriere Roma
21/08/2026
in Cronaca Italiana
Tempo di lettura: 2 minuti
Rappuoli ‘muta scenario malattie infettive con West Nile e Chikungunya in Italia’

“Lo scenario è cambiato. West Nile e
Chikungunya sono esempi molto concreti di malattie che ormai
interessano anche il nostro Paese. La presenza dei vettori, la
mobilità delle persone e le trasformazioni delle condizioni
ambientali stanno modificando la geografia delle malattie
infettive”. Lo ha detto lo scienziato Rino Rappuoli, direttore
scientifico della Fondazione Biotecnopolo di Siena, in occasione
del World Mosquito Day, ‘la Giornata mondiale della Zanzara’.
   
“E’ necessario riconoscere un cambiamento che è già in corso e
prepararci. Oggi abbiamo conoscenze e tecnologie che ci
permettono di farlo molto meglio rispetto al passato”,
sottolinea Rappuoli.
   
West Nile è ormai presenza conosciuta nel panorama
epidemiologico italiano. Ma la diffusione dei vettori e la
possibilità che virus come Dengue e Chikungunya trovino
condizioni favorevoli alla trasmissione anche in Europa spostano
il tema delle zanzare ben oltre la dimensione stagionale.
   
Sorveglianza, capacità diagnostica e ricerca diventano parti di
una strategia più ampia di sicurezza sanitaria.
   
“Significa prima di tutto non aspettare che il problema sia
già arrivato – spiega -. Dopo la pandemia” da Covid “abbiamo
continuato a confrontarci con minacce diverse, dal Vaiolo delle
Scimmie a Ebola, fino a West Nile e Chikungunya, che ogni estate
interessano sempre più anche il nostro Paese. Le reti
scientifiche e le capacità necessarie per rispondere a questi
eventi non possono essere costruite durante una crisi perché a
quel punto abbiamo già perso un tempo prezioso”.
   
Per Rappuoli serve quindi una capacità stabile, costruita
prima che una nuova minaccia imponga una risposta immediata.
   
“Abbiamo assolutamente bisogno di un centro dedicato a
prepararci a questi eventi, una struttura permanente che tuteli
la sicurezza sanitaria nazionale. La protezione dalle grandi
minacce sanitarie deve poter contare su una capacità stabile,
con persone, competenze e infrastrutture che lavorino prima
dell’emergenza. La sicurezza sanitaria non può essere
organizzata soltanto quando compare una crisi”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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