Due città lontane, un motorino uguale e la stessa destinazione: la scuola.
Vincenzo, 16 anni, di Marano di Napoli, e Martina, 18 anni, di Santarcangelo di Romagna, in provincia di Rimini, hanno perso la vita in due incidenti stradali dalle dinamiche analoghe, avvenuti a 500 chilometri di distanza l’uno dall’altra. Due assenze che sul registro di classe pesano come i banchi vuoti e gli zaini rimasti sull’asfalto. I compagni che viaggiavano con loro sui motorini sono sopravvissuti, ma ricoverati in gravi condizioni.
Martina Gnoli stava effettuando un sorpasso quando, insieme ad un’amica, è stata travolta da una Dacia Sandero condotta da una 46enne che stava effettuando una svolta a sinistra. Si trovava ancora a pochi metri dalla sua abitazione e stava per raggiungere l’Istituto Belluzzi di Rimini. Vincenzo Sepe, invece, stava percorrendo una curva di una strada che i residenti definiscono da tempo pericolosa, perché mal segnalata e interessata dalla presenza di un varco aperto in un’area abbandonata: lo scooter su cui viaggiava è stato centrato lateralmente da una Fiat 500. Incidenti quasi identici e identico il destino: deceduti sul colpo, nonostante i tentativi dei soccorritori di rianimarli. Due tragedie che hanno colpito pesantemente le comunità, quella di Marano e di Pozzuoli per Vincenzo e quella di Santarcangelo per Martina. “La nostra comunità è stata colpita al cuore – ha affermato il sindaco di Santarcangelo di Romagna, Filippo Sacchetti – Martina ha perso la vita a pochi metri da casa, è stato un risveglio terribile”.
Vincenzo, stava invece arrivando da Marano, la città in cui viveva distante circa 10 chilometri dal luogo dell’impatto. E forse poteva salvarsi: la madre gli aveva proposto di accompagnarlo lei e di non prendere il motorino, ma Vincenzo ha declinato l’offerta e preferito prendere lo scooter che il nonno gli aveva regalato a settembre. Complice la bella giornata e la gita scolastica in programma, si era incontrato con un suo compagno di scuola che lo aveva raggiunto da Bacoli: dopo aver posato il motorino avrebbero poi preso il treno ma in stazione non c’è mai arrivato. Mentre percorreva una curva di via Fasano, ad Arco Felice, il violento impatto con l’auto proveniente dalla direzione opposta. Inutili i tentativi di rianimarlo sul posto durati oltre 15 minuti, da parte del personale del 118. Le cause dell’incidente sono ancora in fase di accertamento, ma da una prima ricostruzione si esclude l’eccesso di velocità. Di lui i vicini raccontano di un ragazzo buono ed educato che “salutava ovunque ti vedesse”. Viveva con la madre ed il compagno e aveva una sorellina di 4 anni. Domani, a Marano, Pozzuoli e Santarcangelo di Romagna, studenti e insegnanti torneranno in classe con un’assenza che pesa più delle altre. Un vuoto che unisce due comunità colpite dalla stessa tragedia.
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