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Tribunale Sorveglianza, assenza di profili di pericolosità in Stasi

di Corriere Roma
14/06/2026
in Cronaca Italiana
Tempo di lettura: 1 minuti
Tribunale Sorveglianza, assenza di profili di pericolosità in Stasi

 La semilibertà di Alberto Stasi ha “di fatto, confermato l’assenza di profili di pericolosità” e consentito un percorso culminato nell’affidamento in prova ai servizi sociali. Lo scrive il Tribunale di Sorveglianza di Milano nelle motivazioni del provvedimento che ha portato alla scarcerazione del 41enne condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi.
    Secondo i giudici, durante la semilibertà “non sono emersi elementi tali da inficiare il percorso di reinserimento sociale”. Stasi ha proseguito “senza sbavature” la misura alternativa concessagli, “proseguendo con serenità l’espiazione della pena” e dimostrando di averla accettata. Il suo percorso, si legge ancora, è stato caratterizzato da una “assoluta adesione alle regole” e da una condotta “ineccepibile sia in carcere che durante la misura alternativa della semilibertà”, tanto da ottenere sempre la liberazione anticipata. Inoltre “continua ad adempiere alle obbligazioni civili verso la parte civile”. Ampio spazio nelle motivazioni è dedicato anche agli ultimi mesi, segnati dalla riapertura delle indagini sul delitto di Garlasco e dalla conseguente esposizione mediatica. In questo contesto, secondo il Tribunale, Stasi ha mantenuto un “profilo basso”, ha evitato “ulteriori interviste” e ha mostrato “una evidente lucidità anche rispetto ai possibili sviluppi futuri”.
    Pur avendo adottato “strategie di evitamento dei giornalisti”, non sono emersi “vissuti rancorosi né repertori narrativi screditanti verso coloro che lo hanno posto in questa condizione”. I magistrati richiamano inoltre le relazioni degli operatori che lo hanno seguito nel corso della detenzione, sottolineando “l’empatia e la sofferenza verso la parte offesa” e un comportamento “non solo formalmente lineare”.
    Stasi, osservano infine i giudici, “ha percorso tutte le vie che l’ordinamento consente per dimostrare la propria innocenza” e ha dimostrato “equilibrio e doti di resilienza” nel fronteggiare la riapertura dell’indagine e “l’eccezionale e del tutto inusitata esposizione mediatica” che ne è derivata.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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