In occasione della Giornata
Internazionale del Migrante, l’Unicef ha organizzato il secondo
confronto tra giovani con background migratorio in Italia e
istituzioni su alcuni dei bisogni dei/delle giovani migranti e
rifugiati in Italia. Attraverso la piattaforma Unicef U-Report
On The Move, sono stati effettuati alcuni sondaggi a cui hanno
partecipato oltre 1.289 ragazzi e ragazze tra i 15 e i 19 anni
sui temi dell’orientamento al lavoro, della salute mentale e la
violenza di genere.
I dati confermano un quadro eterogeneo rispetto all’accesso
alle informazioni su formazione e lavoro. Il 23% ritiene di
avere ricevuto informazioni insufficienti e il 32% di non averne
ricevute. Sul piano dell’accompagnamento personale, solo 4
persone su 10 dichiarano di essersi sentite supportate nel
perseguire i propri obiettivi; la metà di non aver ricevuto
abbastanza supporto. Preoccupante il dato sulle esperienze di
lavoro irregolare: il 44% ha lavorato senza contratto almeno una
volta.
Sul fronte della salute mentale, 5 giovani su 10 affermano di
sentirsi ascoltati ma permane una quota non trascurabile che
riferisce un sentimento di esclusione: il 13% si sente raramente
ascoltato e il 10% mai. Quanto al sostegno emotivo, soltanto il
23% si sente sempre supportato, mentre il 49% lo percepisce solo
a volte e il 28% non si sente sostenuto.
Solo il 52% dei giovani sa con certezza cosa significhi
violenza di genere, molti ragazzi e ragazze potrebbero di
conseguenza non riconoscere situazioni di abuso o
discriminazione. Anche la conoscenza dei servizi cui rivolgersi
è limitata: solo il 35% sa a chi chiedere aiuto. In linea con
questo dato, solo il 36% dichiara di conoscere i servizi
presenti sul territorio. Infine, emerge una scarsa
consapevolezza dei rischi online: 2 rispondenti su 10 non
pensano che la violenza di genere possa manifestarsi anche nel
mondo digitale. Questo indica la necessità di rafforzare
l’educazione alla sicurezza digitale e alla prevenzione della
violenza online.
Durante la giornata, lo Steering Group – nato per promuovere
il dialogo diretto tra pari e istituzioni, rafforzando la
partecipazione di minorenni stranieri non accompagnati e giovani
migranti e rifugiati/e nei processi decisionali – ha guidato una
riflessione sulle esperienze dei minorenni e dei giovani con
background migratorio in Italia, avanzando una serie di
raccomandazioni rivolte alle Istituzioni. Tra le priorità
emerse: la necessità di fornire informazioni chiare e
accessibili, adattate a lingua, età e genere, garantendo la
conoscenza dei diritti e dei servizi disponibili; la promozione
di occasioni di formazione per operatori e operatrici
coinvolti/e nei percorsi di Msna e giovani adulti; la creazione
di spazi di dialogo e di partecipazione.
All’incontro hanno partecipato i rappresentanti del ministero
dell’Interno, ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali,
ministero dell’Istruzione e del Merito, ministero della Salute,
Dipartimento Pari Opportunità, Commissione Europea, direzione
generale della Migrazione e degli affari interni (Home) e
l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (Unar).
“Ogni volta che ascoltiamo la voce di minorenni non accompagnati
e giovani presenti in Italia, facciamo un passo avanti per
capire le loro sfide e costruire politiche di accoglienza più
inclusive e rispondenti ai loro bisogni. La strada è lunga ma la
presenza delle istituzioni all’incontro di oggi costituisce un
momento importante per realizzare concretamente i diritti oltre
che le aspirazioni di ragazze e ragazzi”, ha dichiarato Nicola
Dell’Arciprete, Coordinatore in Italia dell’Ufficio Unicef per
l’Europa e l’Asia centrale.
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