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Airbnb investe 53 milioni di euro in WeRoad, la startup italiana da 119 milioni di ricavi

di Corriere Roma
28/05/2026
in Economia Italiana
Tempo di lettura: 2 minuti
Airbnb investe 53 milioni di euro in WeRoad, la startup italiana da 119 milioni di ricavi

Una delle principali aziende globali del settore travel punta sull’innovazione italiana legata ai viaggi di gruppo e alle community offline. Airbnb ha guidato un round di finanziamento di Serie C da 58 milioni di dollari a favore di WeRoad, la piattaforma italiana fondata nel 2017 da Paolo De Nadai e diventata negli ultimi anni uno dei casi di maggiore crescita nel travel tech europeo. Con l’operazione, Airbnb entra nel capitale della società con una quota superiore al 10%, affiancando gli investitori già presenti, tra cui H14 della famiglia Berlusconi, lead investor del precedente round di Serie B, oltre a diversi imprenditori e founder italiani del settore tecnologico. Grazie all’ultimo aumento di capitale, i fondi raccolti complessivamente da WeRoad dalla nascita salgono a circa 100 milioni di dollari.

Quanto vale oggi WeRoad
La società ha costruito il proprio modello di business attorno ai viaggi di gruppo dedicati soprattutto a Millennials e Generazione Z. L’idea è quella di permettere a persone che partono da sole di condividere esperienze con viaggiatori della stessa fascia d’età e con interessi simili. Nel 2025 WeRoad ha registrato ricavi per 130 milioni di euro, con una crescita del 30% rispetto all’anno precedente. Sempre nel 2026 il Financial Times ha inserito l’azienda tra le società europee a più rapida crescita.
Dal lancio della piattaforma hanno viaggiato con WeRoad oltre 300mila persone, distribuite su più di mille itinerari nel mondo. Secondo i dati diffusi dall’azienda, circa il 90% dei partecipanti parte da solo e utilizza il viaggio anche come occasione per conoscere nuove persone.
Il successo di WeRoad è stato costruito combinando social network, tecnologia e attività offline. La società ha sviluppato negli anni una community digitale molto ampia, arrivando a circa 3,5 milioni di follower e oltre 4mila coordinatori di viaggio. I coordinatori accompagnano i gruppi e gestiscono la parte organizzativa delle esperienze. Il modello punta molto sull’aspetto relazionale e sulla condivisione tra sconosciuti che decidono di viaggiare insieme.
Negli ultimi anni il fenomeno dei viaggi community è cresciuto soprattutto tra i più giovani, anche come risposta alla crescente diffusione di relazioni esclusivamente digitali. WeRoad ha costruito la propria identità proprio su questo concetto, trasformando il viaggio in uno strumento per creare connessioni reali fuori dai social.
I soldi raccolti serviranno per gli Stati Uniti
La nuova raccolta di capitali servirà soprattutto per finanziare l’espansione fuori dall’Europa. Dopo aver consolidato la presenza in Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito, l’azienda punta ora al mercato americano. Lo sbarco negli Stati Uniti passerà anche attraverso WeMeet, la piattaforma lanciata nel 2025 per organizzare eventi offline aperti a tutti, anche a chi non ha mai partecipato a un viaggio WeRoad.
Attraverso WeMeet vengono organizzati aperitivi, escursioni, eventi sportivi, sessioni di yoga e attività sociali in presenza. In un anno la piattaforma ha registrato circa 2mila eventi, con oltre 50mila partecipanti in 38 città e 150mila download dell’applicazione. L’obiettivo è utilizzare proprio questi eventi come primo punto di contatto con la community statunitense.
Il ruolo di Airbnb nell’operazione
L’investimento rappresenta anche una mossa strategica per Airbnb, che negli ultimi anni ha ampliato il proprio interesse verso esperienze e servizi collegati al turismo oltre agli affitti brevi. Andrea D’Amico, amministratore delegato di WeRoad ed ex manager di Booking.com, si trasferirà a San Francisco per guidare la categoria hotel di Airbnb. D’Amico resterà comunque coinvolto in WeRoad come membro del board. Alla guida operativa della società rimarrà il fondatore Paolo De Nadai insieme ai co-founder Fabio Bin, chief marketing officer, ed Erika De Santi, chief of Experience.

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