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Elettricità, verso l’addio al prezzo unico nazionale: Arera apre alle tariffe zonali

di Corriere Roma
05/07/2026
in Economia Italiana
Tempo di lettura: 2 minuti
Elettricità, verso l’addio al prezzo unico nazionale: Arera apre alle tariffe zonali

Il mercato elettrico italiano potrebbe presto cambiare: l’obiettivo è superare gradualmente il Pun (Prezzo unico nazionale), il sistema che oggi determina un unico valore dell’energia elettrica su tutto il territorio, per arrivare a un modello basato su prezzi zonali.
L’indicazione arriva dalla Relazione annuale di Arera, presentata dal presidente Nicola Dell’Acqua, che ha illustrato il programma dell’Autorità per i prossimi quattro anni. La riforma punta ad avvicinare il mercato italiano a quello degli altri Paesi europei, rendendo il prezzo dell’elettricità più legato alla reale disponibilità di energia nelle diverse aree del Paese e alle condizioni della rete.

Cos’è il Prezzo unico nazionale e perché potrebbe essere superato
Oggi il Pun è il riferimento del mercato elettrico italiano all’ingrosso. È vero che l’energia prodotta in aree diverse ha costi differenti, ma il prezzo finale viene uniformato a livello nazionale.
Questo sistema ha contribuito negli anni a limitare le differenze territoriali, ma presenta anche alcuni limiti. Ad esempio non permette ai territori che producono grandi quantità di energia da fonti rinnovabili di beneficiare direttamente di prezzi più bassi.
Secondo Arera, il passaggio ai prezzi zonali consentirebbe invece di riflettere meglio le caratteristiche dei singoli territori.
Come funzioneranno i prezzi zonali dell’elettricità
Quindi di conseguenza con il nuovo modello il costo dell’energia non sarebbe più identico in tutta Italia. Ogni zona del mercato elettrico avrebbe infatti un proprio prezzo, determinato da diversi fattori:

disponibilità di energia prodotta;
presenza di impianti alimentati da fonti rinnovabili;
livello di congestione della rete elettrica;
necessità di ricorrere alla produzione termoelettrica o alle importazioni.

Di conseguenza, le aree caratterizzate da una forte presenza di impianti fotovoltaici ed eolici e da una rete meno congestionata potrebbero registrare prezzi inferiori rispetto alle zone che dipendono maggiormente dalle centrali a gas.
Perché il Sud chiede di accelerare
Il rinvio dell’introduzione dei prezzi zonali ha provocato le proteste di diverse Regioni meridionali, dove negli ultimi anni si è concentrata una parte consistente degli investimenti nelle energie rinnovabili. Tra i più critici c’è il presidente della Calabria, Roberto Occhiuto, che ha chiesto ad Arera di accelerare la riforma. Secondo il governatore, i territori che ospitano un numero elevato di impianti per la produzione di energia verde dovrebbero poter ottenere bollette meno pesanti per famiglie e imprese, anche come riconoscimento dell’impatto che tali infrastrutture hanno sul territorio.
Più controlli sul mercato elettrico
Tra le novità illustrate nella Relazione annuale figura anche la nascita di una struttura dedicata alla vigilanza del mercato energetico.
L’obiettivo è monitorare quotidianamente l’andamento dei prezzi dell’elettricità, sia all’ingrosso sia al dettaglio, fornendo aggiornamenti costanti al Governo, al Parlamento e all’Ue.
Arera intende favorire strumenti capaci di ridurre il legame tra il prezzo dell’elettricità e quello del gas naturale, ritenuto uno dei principali fattori che mantengono elevati i costi dell’energia in Italia.
Rete elettrica più efficiente e meno ostacoli agli investimenti
L’Autorità punta anche a semplificare le regole per le connessioni dei nuovi impianti e a contrastare il fenomeno della cosiddetta “saturazione virtuale“, cioè le richieste di connessione che occupano capacità disponibile senza tradursi in progetti realmente avviati.
Infine, prima di costruire nuove infrastrutture, Arera propone di sfruttare meglio quelle già esistenti.

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