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Eni entra nel mercato dei minerali critici, piano per rafforzare la Gigafactory di Brindisi

di Corriere Roma
21/05/2026
in Economia Italiana
Tempo di lettura: 2 minuti
Eni entra nel mercato dei minerali critici, piano per rafforzare la Gigafactory di Brindisi

Eni ha completato l’investimento da 70 milioni di dollari in Nouveau Monde Graphite (Nmg), società canadese specializzata nella produzione di grafite naturale e materiali avanzati per batterie. L’operazione era stata annunciata a inizio aprile, ma il completamento dell’acquisto è avvenuto solo in questi ultimi giorni.
L’operazione interessa molto da vicino il progetto della Gigafactory nell’area industriale di Brindisi; l’acquisto segna l’ingresso del gruppo energetico italiano nella catena dei minerali critici.

I dettagli dell’operazione
La sottoscrizione da 70 milioni di dollari si inserisce in un aumento di capitale complessivo da 309,5 milioni di dollari, al quale partecipano anche due importanti investitori istituzionali canadesi:

Canada Growth Fund;
Investissement Québec.

A seguito del perfezionamento dell’operazione, Eni detiene ora una quota pari a circa l’11,6% del capitale sociale di Nmg, società quotata sia al Toronto Stock Exchange che al New York Stock Exchange. Il gruppo avrà inoltre il diritto di esprimere un proprio rappresentante nel consiglio di amministrazione della società, rafforzando così la presenza nel settore.
Perché la grafite è strategica per Eni
La grafite naturale è uno dei materiali fondamentali per la produzione di batterie agli ioni di litio, in particolare per la realizzazione degli anodi. Con la crescente domanda globale di accumulo energetico e di veicoli elettrici, garantirsi forniture sicure e diversificate di questo minerale critico è diventato un obiettivo prioritario per i grandi operatori del settore energetico.
Nmg è attiva su progetti che includono:

la miniera di Matawinie, in Québec, per l’estrazione di grafite naturale di alta qualità;
lo stabilimento di Bécancour Battery Material Plant per la sua raffinazione e trasformazione in materiale anodico attivo.

Due progetti che Eni potrà ora sfruttare direttamente. Grazie all’accordo, il gruppo di Claudio Descalzi potrà negoziare l’approvvigionamento di volumi riservati di grafite e materiale anodico attivo, assicurandosi forniture dedicate a condizioni preferenziali.
Il nodo Brindisi
Ma quest’acquisizione interessa molto da vicino Brindisi. Come scrive il gruppo in una nota:
Eni potrà negoziare l’approvvigionamento di volumi di grafite e di materiale anodico attivo a lei riservati da Nmg, a supporto anche della propria iniziativa relativa alla realizzazione di una Gigafactory per la produzione di batterie al litio stazionarie nell’area industriale di Brindisi.
L’impianto è pensato per rispondere alla crescente domanda di sistemi di accumulo energetico, fondamentali per supportare la diffusione delle fonti rinnovabili.
L’annuncio della finalizzazione dell’investimento ha già raccolto il commento positivo del Partito Democratico di Brindisi. Il segretario cittadino e consigliere comunale Francesco Cannalire ha dichiarato:
Il nostro compito politico ora è continuare a vigilare con attenzione e spirito costruttivo, perché vogliamo che questa transizione avvenga in tempi certi e garantisca la massima tutela per tutti i lavoratori e le aziende dell’indotto coinvolti. Brindisi ha bisogno di opportunità reali e di uno sviluppo sostenibile.
I numeri del progetto sono considerevoli, con 800 milioni di euro di investimento complessivo e circa 1.300 posti di lavoro tra occupazione diretta e indotto. L’avvio dei lavori della Gigafactory è imminente, a giugno 2026.

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