• Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy
Corriere Roma
  • Prima Pagina
  • Cronaca
  • Regionali
  • Economia
  • Economia Estera
  • Politica
  • Tecnologia
  • Sport
Corriere Roma
Home Economia Italiana

Gestione rifiuti, costi in aumento: da raccolta a smaltimento, cosa cresce di più

di Corriere Roma
15/07/2026
in Economia Italiana
Tempo di lettura: 2 minuti

Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l’Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull’attualità e i temi caldi

Pubblicato: 14 Luglio 2026 13:16

Gestire i rifiuti in Italia è sempre più oneroso, e a confermarlo è il nuovo report Istat sugli indici dei costi pubblicato il 10 luglio 2026, che misura come stanno evolvendo le spese sostenute dalle imprese che si occupano di raccolta, trattamento, smaltimento e recupero dei materiali.
Sebbene l’aumento registrato tra il 2024 e il 2025 sia relativamente contenuto rispetto ai forti rincari degli anni della crisi energetica, la tendenza resta comunque al rialzo.

Di quanto sono aumentati i costi di gestione rifiuti in Italia
Secondo l’Istat, tra il 2024 e il 2025 il costo complessivo della gestione dei rifiuti cresce dell’1,7%. L’aumento è il risultato dell’aumento di:

acquisto di beni e servizi (+2,0%), categoria in cui rientrano numerose voci indispensabili allo svolgimento dell’attività quotidiana, come energia elettrica, carburanti, manutenzioni, servizi tecnici, materiali e forniture necessarie per la raccolta e il trattamento dei rifiuti. In particolare, la stima della composizione di questi costi intermedi sostenuti dalle imprese del settore deriva dall’integrazione di fonti Istat con fonti Ispra;
spese per il personale (+1,8%), che riflette l’andamento delle retribuzioni contrattuali e dei costi del lavoro in un comparto caratterizzato da attività ad alta intensità di manodopera;
costo d’uso del capitale (+0,1%), anche se più contenuto, poiché si tratta di investimenti in mezzi e impianti che incidono meno rispetto ai costi operativi quotidiani. Ambientale

Raccolta e smaltimento aumentano più del recupero dei materiali
L’Istat distingue il settore della gestione dei rifiuti in due grandi comparti economici:

il primo comprende le attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti;
il secondo riguarda il recupero dei materiali, cioè tutte quelle attività finalizzate al riciclo e alla valorizzazione delle materie recuperabili.

Nel 2025 il comparto che registra l’incremento maggiore è proprio quello della raccolta e dello smaltimento. Gli aumenti sono infatti pari a:

+1,9% per raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti;
+1,4% per il recupero dei materiali.

La differenza non è enorme, ma conferma che le attività direttamente collegate alla raccolta dei rifiuti urbani e industriali continuano a essere quelle maggiormente esposte alla crescita dei costi di gestione.
Come sono distribuiti gli aumenti: cosa incide di più sui costi
Nella gestione dei rifiuti:

il 66,4% dei costi riguarda l’acquisto di beni e servizi;
il 18,8% è rappresentato dal personale;
il 14,8% dall’utilizzo del capitale.

In questo caso:

per la componente degli acquisti di beni e servizi, sono stati utilizzati gli indici dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali e dei servizi prodotti dall’Istat dettagliati a livello di 262 voci;
per i costi del personale, i costi sono desunti dalla rilevazione mensile sulle retribuzioni contrattuali considerando come variabile di riferimento il costo orario del personale del settore rifiuti;
per i costi di utilizzo del capitale sono derivati dagli indici dei prezzi alla produzione dei beni capitali.

Da questa analisi e tenendo conto di queste varianti, è emerso che il peso degli acquisti risulta ancora più elevato nel recupero dei materiali, dove arriva al 78,1%, mentre nelle attività di raccolta e smaltimento rappresenta comunque il 57,8% del totale. Il settore resta quindi fortemente dipendente dall’andamento dei prezzi delle forniture, dell’energia e dei servizi acquistati sul mercato.

Articoli Correlati

L’Italia riempie le scorte di gas, ma le bollette rischiano comunque di salire
Economia Italiana

L’Italia riempie le scorte di gas, ma le bollette rischiano comunque di salire

19/08/2026
Mercati, torna l’allarme tassi: rendimenti ai massimi e petrolio oltre 91 dollari
Economia Italiana

Mercati, torna l’allarme tassi: rendimenti ai massimi e petrolio oltre 91 dollari

19/08/2026
Spread Btp-Bund a 80 punti e rendimento al 4,04%, cosa cambia adesso per chi investe
Economia Italiana

Spread Btp-Bund a 80 punti e rendimento al 4,04%, cosa cambia adesso per chi investe

19/08/2026
Spread Btp Bund scende a 77 punti: cosa significa per l’Italia e per chi investe
Economia Italiana

Spread Btp Bund scende a 77 punti: cosa significa per l’Italia e per chi investe

18/08/2026
Borse, l’Asia corre e il dollaro scende ai minimi da due mesi: crollano le scommesse sul rialzo Fed
Economia Italiana

Borse, l’Asia corre e il dollaro scende ai minimi da due mesi: crollano le scommesse sul rialzo Fed

18/08/2026
Debito pubblico record oltre 3.200 miliardi, cresce la quota in mano agli investitori esteri
Economia Italiana

Debito pubblico record oltre 3.200 miliardi, cresce la quota in mano agli investitori esteri

18/08/2026
Corriere Roma

© 2023 Corriere-roma.it

Link Utili

  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy

  • Prima Pagina
  • Cronaca
  • Regionali
  • Economia
  • Economia Estera
  • Politica
  • Tecnologia
  • Sport