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Milano-Cortina 2026, sbloccati 600 milioni per finire 8 opere tra Lombardia e Veneto

di Corriere Roma
22/06/2026
in Economia Italiana
Tempo di lettura: 2 minuti
Milano-Cortina 2026, sbloccati 600 milioni per finire 8 opere tra Lombardia e Veneto

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti destina 591,6 milioni di euro al completamento di 8 opere stradali e ferroviarie già incluse nel Piano Opere Olimpiche. Le risorse arrivano dal Fondo Investimenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze e sono state assegnate, su richiesta del ministro Matteo Salvini, a 5 interventi in Lombardia e 3 interventi in Veneto. I cantieri lasciati a metà dopo Milano-Cortina 2026, dunque, avranno la copertura finanziaria necessaria per arrivare alla conclusione.

Cinque opere in Lombardia per 287,6 milioni
Sul versante lombardo il Mit interviene con un pacchetto da 287,6 milioni a fronte di un valore complessivo degli interventi superiore a 673 milioni. La differenza è coperta da altre risorse già stanziate. Le 5 opere sono:

variante di Vercurago, lotto S. Gerolamo – 94,3 milioni di euro finanziati su un costo complessivo di 253,3 milioni;
galleria artificiale lotto 2 a Ponte di Legno – 59,7 milioni su un costo di 62,6 milioni, la quota di Fondo Investimenti più alta in percentuale;
variante Trescore-Entratico, lotto 2 nel comune di Entratico – 53,3 milioni su 186,9 milioni complessivi;
riqualificazione del nodo Busto Arsizio-Gallarate-Cardano – 48,9 milioni su 105 milioni;
linea ferroviaria Milano-Tirano, soppressione dei passaggi a livello sulla SS38 – 31,5 milioni su 66 milioni.

Tre interventi in Veneto, il grosso sulla variante di Cortina
In Veneto il Mit assegna 304 milioni di Fondo Investimenti a fronte di un valore complessivo degli interventi superiore a 985 milioni. Le 3 opere si concentrano sull’asse stradale dolomitico, attorno a Cortina d’Ampezzo e Longarone:

variante di Cortina, lotto 2 sulla SS51 a Nord – 259,9 milioni su un costo complessivo di 483,2 milioni, la singola voce più alta del pacchetto, dedicata a canne stradali, gallerie e opere di difesa;
variante di Longarone – 43 milioni su 438,9 milioni complessivi, il grosso delle risorse era già disponibile;
variante di Cortina, lotto 1 bretella di penetrazione a Sud – 1,1 milioni su 63,3 milioni, intervento a copertura quasi integralmente esterna al Fondo.

L’eredità infrastrutturale delle Olimpiadi
Le 8 opere fanno parte del Piano Opere Olimpiche, il pacchetto di interventi infrastrutturali collegati ai Giochi invernali Milano-Cortina 2026, che erano stati pensati per restare a disposizione dei territori anche dopo l’evento.
Il ministro Matteo Salvini, in una dichiarazione diffusa dal Mit, rivendica il lascito materiale dell’edizione olimpica appena conclusa:
Le Olimpiadi, oltre a essere state un successo riconosciuto a livello mondiale, lasceranno in eredità opere e strutture per tutti i cittadini.
Il riferimento è al doppio binario su cui si è retta la pianificazione olimpica fin dall’inizio: interventi indispensabili a sostenere la mobilità dei Giochi e, in parallelo, infrastrutture pensate per restare in funzione nei decenni successivi.
La quota più rilevante del pacchetto, quella sull’asse SS51 a Nord di Cortina, riguarda proprio una direttrice di valico fra le più trafficate dell’arco alpino orientale, sulla quale i cantieri proseguiranno oltre la chiusura delle Olimpiadi.
Per i cittadini di Veneto e Lombardia arriva dunque la conferma che, a 4 mesi dalla conclusione dei Giochi, il finanziamento delle opere non si è fermato all’evento.

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