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Tassa sugli extraprofitti, l’Ue apre la strada all’Italia e Schlein incalza Meloni

di Corriere Roma
26/08/2026
in Economia Italiana
Tempo di lettura: 2 minuti
Tassa sugli extraprofitti, l’Ue apre la strada all’Italia e Schlein incalza Meloni

La risposta arrivata da Bruxelles si traduce in una possibilità per il Governo per quanto riguarda l’ipotesi di tassare gli extraprofitti delle compagnie petrolifere.
La Commissione europea ha chiarito che la tassazione dei profitti straordinari non richiede necessariamente una misura comune a livello Ue. In sintesi: è una cosa che, eventualmente, riguarda la volontà dei singoli Stati membri, che possono intervenire attraverso una legge nazionale.

Per extraprofitti in questa sede si intendono i ricavi straordinari ottenuti dalle compagnie petrolifere durante l’aumento dei prezzi dell’energia lungo le filiere della raffinazione e della distribuzione dei carburanti.
Il tema era stato sollevato da sei Paesi europei (Italia, Germania, Spagna, Austria, Polonia e Portogallo) che avevano chiesto una misura coordinata per redistribuire almeno una parte dei ricavi straordinari realizzati dal comparto petrolifero durante l’attuale crisi energetica. Ora l’Ue passa la palla ai vari governi e parlamenti nazionali. In Italia, Elly Schlein, leader del Partito Democratico, è già andata all’attacco: “Meloni ora non ha più alibi”, ha dichiarato.

La Commissione ha spiegato inoltre che gli Stati possono già utilizzare i propri poteri fiscali nazionali per affrontare i costi legati all’equità sociale e introdurre misure di tassazione degli extraprofitti, facendo riferimento anche alla comunicazione AccelerateEU del 22 aprile 2026.
La Commissione, inoltre, ha fatto sapere che rispetterà le decisioni dei singoli Stati, offrendo assistenza e buone pratiche e valutando l’impatto delle misure sul mercato unico.
Il precedente
In primavera, con il decreto Bollette, era già stato previsto un contributo a carico delle società energetiche attive nella produzione di elettricità e gas.
Gli extraprofitti delle otto grandi compagnie
Un’altra questione riguarda la dimensione del possibile intervento. Secondo uno studio di Transport & Environment, citato da SkyTg24, otto grandi compagnie petrolifere hanno prodotto nella prima metà del 2026 circa 7,5 miliardi di euro di extraprofitti attribuibili al mercato europeo.
Le società considerate sono Shell, BP, TotalEnergies, Eni, Orlen, Repsol, Omv e Moeve. La stima complessiva mondiale è invece di circa 17,9 miliardi di euro. Secondo lo studio, i 7,495 miliardi attribuibili all’Ue-27 rappresentano circa il 42% del totale globale. La distribuzione temporale è significativa: circa 1,6 miliardi sarebbero stati generati nel primo trimestre, mentre altri 5,9 miliardi nel secondo trimestre, il primo interamente interessato dal conflitto.
I rischi
Una tassa sugli extraprofitti avrebbe effetti sulle entrate pubbliche, ma anche sulla filiera petrolifera.
Considerato che l’Europa dipende dalle importazioni di petrolio, una tassazione particolarmente pesante sui profitti della raffinazione potrebbe avere conseguenze sulla disponibilità di prodotto. Il punto, per il Governo, qualora intendesse intervenire, sarebbe quello di trovare un equilibrio tra gettito fiscale, sostegno a famiglie e imprese e sicurezza degli approvvigionamenti.
Schlein: “Meloni e Giorgetti non hanno alibi”
La risposta di Bruxelles ha dato nuovo spazio all’opposizione, che da settimane chiede al Governo di intervenire sugli extraprofitti. Così ha commentato la leader del PD, Elly Schlein:
Meloni e Giorgetti non hanno alibi. Si diano una mossa e agiscano. La crisi energetica colpisce duramente le famiglie e le imprese. Le misure tampone e le proroghe a tempo non bastano più. Abbiamo bisogno di misure di sostegno robuste, che aiutino in particolare i più esposti e fragili.
Tajani apre al confronto con le compagnie
Nella maggioranza, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha aperto alla possibilità di un’intesa con le compagnie petrolifere:
Con le compagnie petrolifere si può dialogare e trovare accordi che permettano a queste imprese di aiutare la nostra economia.

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