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Tata Motors ha ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie per l’Opa su Iveco, che inizierà il 7 settembre

di Corriere Roma
05/09/2026
in Economia Italiana
Tempo di lettura: 2 minuti
Tata Motors ha ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie per l’Opa su Iveco, che inizierà il 7 settembre

La Consob ha dato l’autorizzazione a Tata Motors per procedere all’offerta pubblica di acquisto (Opa) su Iveco, il più importante gruppo italiano produttore di mezzi pesanti. L’obiettivo della multinazionale indiana è quello di arrivare al 100% delle azioni di Iveco, togliendo l’azienda dalla Borsa.
L’offerta inizierà il 7 settembre e durerà sette settimane. Si tratta soprattutto di un passaggio formale, visto che un accordo di massima tra Tata e i maggiori azionisti di Iveco per 3,8 miliardi di euro esiste già. Il gruppo indiano si è impegnato a supportare i siti italiani di Iveco, ma non è ancora stato definito un piano industriale specifico.

Tata Motors può procedere all’Opa su Iveco
La multinazionale indiana Tata Motors ha ricevuto, in pochi giorni, prima l’autorizzazione da parte della Bce e poi da parte della Consob, l’autorità italiana di sorveglianza della Borsa, per procedere all’Opa su Iveco. Le date dell’operazione saranno:

inizio il 7 settembre;
conclusione il 26 ottobre;
riapertura tra il 2 e il 6 novembre;
pagamento dei corrispettivi il 13 novembre.

L’operazione vuole raggiungere il 100% delle azioni di Iveco, in modo da procedere alla rimozione del titolo dalla Borsa italiana, il delisting. L’Opa non riguarda la divisione Difesa di Iveco, che è invece stata venduta a Leonardo, l’azienda controllata dallo Stato che opera proprio nel settore delle armi.
Ma Tata non aveva già comprato Iveco?
La notizia può sembrare già sentita, perché Tata ha già da tempo un accordo con i maggiori azionisti di Iveco per acquistare il gruppo. La multinazionale indiana ha infatti concordato con Exor, la holding della famiglia Agnelli che controllava Iveco, di acquistare l’azienda per 3,8 miliardi di euro.
L’Opa è però un passaggio necessario, perché Exor non è azionista unico di Iveco. Diversi fondi e banche di investimento, anche molto famose, da JP Morgan a BlackRock, hanno piccole quote della società, che vanno però acquistate da Tata in un’operazione pubblica, visto che Iveco è quotata in Borsa a Milano. Formalmente, l’azienda ha sede nei Paesi Bassi, e Tata dovrà concludere l’Opa attraverso una Srl di diritto olandese.
Che azienda è Tata Motors
Tata Motors è la più grande azienda automobilistica indiana. Ha un fatturato annuo di 46,9 miliardi di dollari, con l’obiettivo di raggiungere i 100 miliardi di dollari entro il 2031. È parte di un conglomerato ancora più grande, Tata Group, che fattura 180 miliardi di dollari l’anno, dà lavoro a più di 1 milione di persone e spazia dall’automotive alla produzione di acciaio fino alla tecnologia.
Buona parte dei ricavi di Tata Motors derivano da un’importante acquisizione portata a termine nel 2008, quella del gruppo britannico Jaguar-Land Rover, acquistato per 2,3 miliardi di dollari dalla statunitense Ford.

I dubbi dei sindacati e il piano industriale di Tata
L’Opa di Tata su Iveco è arrivata con qualche mese di ritardo rispetto alle attese, una circostanza che non ha tranquillizzato i sindacati. Iveco impiega circa 14 mila lavoratori in Italia, con tre stabilimenti principali a:

Torino, dove c’è il quartier generale;
Brescia, dove si assemblano i mezzi pesanti;
Suzzara, in provincia di Mantova, dove si assemblano i furgoni.

Tata ha assicurato che investirà su queste sedi, ma non è ancora stato presentato un piano industriale per il periodo post acquisizione.

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