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Battaglia per Mps, Bpm propone le nozze e anticipa Intesa

di Corriere Roma
08/06/2026
in Mondo Economia
Tempo di lettura: 3 minuti
Battaglia per Mps, Bpm propone le nozze e anticipa Intesa

Banco Bpm bussa alla porta di Monte dei Paschi di Siena per proporre un matrimonio che darebbe vita ad un “nuovo campione nazionale” da 50 miliardi di euro di capitalizzazione in Borsa. Dopo le voci che si rincorrono ormai da mesi, la banca guidata da Giuseppe Castagna fa ripartire il consolidamento bancario italiano. Una mossa che sembra giocare d’anticipo su un analogo interesse che stava maturando da parte di Intesa Sanpaolo e Bper. Proprio in queste ore sarebbe in corso un Cda del gruppo guidato da Carlo Messina per arrivare, probabilmente in tempi rapidissimi, ad una offerta vera e propria per Monte dei Paschi di Siena. Il Financial Times indica già come come gli asset si potrebbero dividere: Bper, e il suo azionista di riferimento Unipol, rileverebbe le attività bancarie del Monte mentre Ca’ de Sass prenderebbe Mediobanca e la quota del 13% nelle Generali.
A muovere la prima mossa, in chiaro, è Banco Bpm che con un consiglio di amministrazione a sorpresa ha deliberato all’unanimità di inviare a Banca Monte dei Paschi di Siena una comunicazione sul proprio interesse ad avviare un dialogo per discutere e concordare una potenziale operazione di aggregazione concordata tra i due istituti. L’operazione, strutturata secondo le modalità tipiche di un “merger of equals”, ovvero una fusione tra pari, consentirebbe la creazione di un nuovo gruppo bancario e finanziario, capace di “competere, per dimensioni, eccellenza di prodotti e potenziali economie di scala, con i principali operatori bancari e finanziari nazionali ed europei, preservando al contempo i punti di forza e le specificità delle due realtà”, spiega Banco Bpm. Sulla proposta nessun commento arriva da Siena in attesa che si riunisca il consiglio di amministrazione della banca. Mps aveva già convocato per lunedì una riunione del Cda nel corso della quale, a quanto si apprende, si discuterà della proposta arrivata dall’istituto di Piazza Meda. Nella proposta avanzata a Mps viene sottolineato come l’operazione si innesterebbe nel processo di integrazione di Mediobanca attualmente in corso in maniera “efficiente e complementare”, consentendo uno sviluppo “coordinato e contestuale” delle fabbriche prodotto coinvolte e rafforzandone il contributo industriale all’interno del nuovo gruppo. Il riferimento è alle attività esternalizzate da Mps e recentemente internalizzate da Banco Bpm, sia alle fabbriche prodotto complementari apportate dal polo Mps- Mediobanca. Ulteriori benefici arriverebbero dalla partecipazione in Generali, la cui decisiva rilevanza consentirebbe di ampliare il perimetro delle opzioni strategiche a disposizione del gruppo. Una operazione che porterebbe a significative sinergie a regime superiore a 1,1 miliardi di euro al lordo delle imposte, di cui oltre 650 milioni di costo e oltre 450 milioni di ricavo. Sul fronte dei numeri non è tutto.
L’operazione proposta da Banco Bpm ha anche una “significativa attrattività” dal punto di vista finanziario per tutti gli azionisti, che potrebbero beneficiare di una posizione patrimoniale ai vertici del settore, con un Cet1 a circa il 15%. Ci sarebbe poi una creazione di valore pari ad almeno 5,5 miliardi, valorizzando le sinergie al netto dei costi di integrazione ed una potenziale generazione di utile netto a regime pari a circa 6 miliardi di euro. Piazza Meda affronta anche il tema della presenza territoriale del nuovo gruppo. Una eventuale operazione consentirebbe una integrazione geografica con una copertura completa su tutto il territorio nazionale, con una radicata presenza nelle regioni italiane a maggiore potenziale, in particolare, “primo operatore per numero di filiali in Lombardia, Toscana e Veneto e un rafforzamento del posizionamento competitivo anche in diverse regioni del Centro e del Sud Italia”, Banco Bpm auspica di poter avviare in tempi rapidi un confronto con Mps e il suo management, per “esplorare l’opportunità e, in presenza di un reciproco interesse, definire i principali elementi di una possibile aggregazione attraverso un percorso strutturato e collaborativo”, spiega la banca milanese in una nota.

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