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Carburanti, la mossa di Eni spiazza la distribuzione. ‘Il sistema rischia di saltare’

di Corriere Roma
27/09/2026
in Mondo Economia
Tempo di lettura: 2 minuti
Carburanti, la mossa di Eni spiazza la distribuzione. ‘Il sistema rischia di saltare’

Il price cap sul prezzo dei carburanti deciso da Eni dà una boccata d’ossigeno ai consumatori, ma spiazza il mercato della distribuzione. E rischia di mettere in difficoltà anche i gestori.
L’allarme, alla vigilia dell’introduzione del limite massimo ai prezzi (da lunedì, per 30 giorni prorogabile fino a fine anno), arriva da chi opera nel settore, che mette in guardia sui rischi della mossa del colosso petrolifero di cui lo Stato è il principale azionista. E mentre scatta il dimezzamento delle accise e ripartono i rincari, cresce anche il pressing perché altre compagnie adottino un tetto ai prezzi.
 Ad avvertire sulle possibili ripercussioni della decisione di Eni è la Figisc, federazione dei gestori di impianti di benzina aderente a Confcommercio, che formula qualche “riflessione a caldo”. Innanzitutto, si fa notare, mentre si va esaurendo la stagione dei tagli alle accise (senza proroghe finirà il 5 ottobre), è il colosso energetico pubblico “a togliere le castagne dal fuoco al posto dello Stato”.

Per approfondire Agenzia ANSA Forza Italia rivendica la vittoria sui carburanti, da lunedì il tetto al prezzo di Eni – Aziende – Ansa.it Per Tajani è stata evitata la tassazione sugli extraprofitti delle imprese. Consumatori in pressing per estendere la misura (ANSA)

Inoltre l’operazione dell’Eni, se da un lato “può dare parziale sollievo ai consumatori”, “tuttavia ha l’effetto di sconvolgere il mercato della distribuzione”: un sistema che – si puntualizza – “è pur sempre un sistema economico che deve reggere”. La tesi formulata da alcuni è che si tratti di un’operazione “attuata in forza di una posizione dominante, di dumping e concorrenza sleale”. Ma si temono ripercussioni anche per i gestori. Non solo quelli non Eni, “che si troveranno, senza rete di protezione della loro compagnia, fuori mercato”. Ma anche per quelli dell’Eni: “che faranno quando sarà difficile far fronte ai rifornimenti?”.
Riflessioni che prendono le mosse dal caso della Francia, dove il colosso francese TotalEnergies in primavera ha deciso un tetto ai prezzi poi prorogato più volte. La mossa, però, oltre a mandare su tutte le furie i gestori indipendenti – che a luglio hanno presentato un esposto all’Antitrust francese sostenendo che l’iniziativa altera la concorrenza – ha avuto ripercussioni anche sulle giacenze, con distributori presi d’assalto e carburante che scarseggia.
Una preoccupazione che si fa strada mentre in Italia cresce il pressing perché anche le altre compagnie seguano l’esempio dell’Eni. Lo chiedono i consumatori dell’Adoc, che sollecitano anche “una vera riforma del mercato energetico italiano”. Lo chiedono anche le forze di maggioranza, con Forza Italia e Lega concordi nel dire che questa mossa mette fuori gioco l’idea di una tassazione sugli extraprofitti delle aziende energetiche. Le singole compagnie, contattate sull’ipotesi, per il momento non rispondono.    

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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