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Chiusa consultazione direttiva Ue sigarette. No dai tabaccai

di Corriere Roma
02/11/2025
in Mondo Economia
Tempo di lettura: 2 minuti
Chiusa consultazione direttiva Ue sigarette. No dai tabaccai

In attesa che scattino gli aumenti sulle sigarette previsti per l’ennesima volta dalla manovra di bilancio (60 centesimi in tre anni a partire dal prossimo) si è chiusa la consultazione pubblica lanciata dalla commissione Ue per mettere a punto una nuova direttiva che punterebbe ad uniformare in tutto il Vecchio Continente le accise sui tabacchi e più in generale sui prodotti nicotinici (dovrebbero essere comprese anche le e-cig quindi) per colpire i consumatori di ‘bionde’. Questo vorrebbe dire per l’Italia un aumento di diversi euro a pacchetto (circa 3) anche se il prezzo resterebbe comunque sotto i livelli più alti che si registrano in Irlanda o Norvegia (13 euro).
La Fit, la federazione dei tabaccai lancia strali verso Bruxelles chiedendo di ripensare questa decisione. Anche perchè, spiega sul suo sito, “la Commissione Ue non coglie il legame strettissimo tra incremento della tassazione ed espansione del mercato illecito”, cioè il contrabbando e la produzione illegale. I tabaccai hanno così lanciato nei giorni un appello agli stessi clienti chiedendo di far sentire anche la propria voce nella consultazione pubblica europea. Questo anche perchè “si ignorano gli effetti economici negativi delle misure proposte sulle tabaccherie, microimprese familiari che costituiscono una rete insostituibile nel panorama distributivo e nel tessuto sociale del Paese. Prima di ogni ulteriore valutazione sulla proposta, consideriamo positivamente e riteniamo fondamentale il mantenimento dell’ipotesi di adeguamento della tassazione al potere di acquisto di ogni Stato membro, per salvaguardare la competitività del settore produttivo e distributivo italiano”. Viceversa chiaramente la direttiva e i relativi aumenti colpirebbero tutti i Paesi indistintamente.
E la salute? “La Francia, l’Irlanda, i Paesi Bassi – dice la Fit – hanno dimostrato con i fatti che l’aumento eccessivo dei prezzi causa immediatamente un’espansione incontrollata di contrabbando e contraffazione a livelli drammatici, con gravissimi danni per tutti gli operatori economici, per l’erario e per gli stessi cittadini che si 2 rivolgono al mercato illegale acquistando prodotti che non rispettano i rigorosi standard qualitativi europei, con rischi evidenti per la salute”.    

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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