• Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy
Corriere Roma
  • Prima Pagina
  • Cronaca
  • Regionali
  • Economia
  • Economia Estera
  • Politica
  • Tecnologia
  • Sport
Corriere Roma
Home Mondo Economia

Ex Ilva, governo apre a partecipazione pubblica. Stop ai licenziamenti

di Corriere Roma
09/09/2026
in Mondo Economia
Tempo di lettura: 2 minuti
Ex Ilva, governo apre a partecipazione pubblica. Stop ai licenziamenti

Una tregua per l’indotto dell’ex Ilva. Le associazioni maggiormente rappresentative delle aziende coinvolte hanno accolto l’appello del governo, decidendo di congelare le procedure di licenziamenti collettivi avviate dalle imprese la scorsa settimana.
Un freno che però resta appeso alla decisione del Tribunale di Milano, che tra meno di ventiquattr’ore valuterà l’istanza di sospensiva contro lo stop dell’area a caldo, mentre il governo apre alla possibilità di una partecipazione pubblica nell’ex Ilva. Per le associazioni dell’indotto del siderurgico la decisione di interrompere le procedure di licenziamento è stato “un senso di responsabilità”, a fronte soprattutto delle garanzie di continuità produttiva fornite dal governo.
Durante la giornata di incontri a Palazzo Chigi con enti locali, associazioni datoriali e sindacati, convocati proprio per discutere sulla situazione dell’ex Ilva, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha chiarito che “quella del governo non è una prospettiva di rassegnazione”, bensì di rilancio. “Il futuro dell’Ilva – ha detto durante la riunione – sarà in ogni caso legato al green e alla decarbonizzazione attraverso i forni elettrici alimentati a Dri”.
Un obiettivo che il governo intende raggiungere attraverso la convocazione di un altro tavolo permanente, paragonato al modello messo in atto per la realizzazione delle opere del Giubileo 2025 e per gli interventi nella Terra dei Fuochi in Campania. La regione Puglia ha parlato di “risposte parziali”, evidenziando però la missione di mantenere il polo siderurgico decarbonizzato a Taranto. Ma per i sindacati i tavoli non sono sufficienti.
“Con le parole non si risolvono i problemi – ha detto il segretario generale della Fiom Michele De Palma -. Oggi abbiamo bisogno di cose concrete”. Mentre Fim Cisl e Uilm hanno rimarcato ancora una volta la necessità di un indirizzo pubblico. Il governo ha aperto a questa possibilità, in un incontro animato da quella che è stata definita una “grande tensione”, per una situazione “che si trascina ormai da più di quindici anni”, ha sottolineato il segretario generale della Fim Cisl Ferdinando Uliano.
A pesare su ogni futura decisione resta però sempre l’udienza del 9 settembre. Domani, infatti, la Corte d’Appello di Milano valuterà l’istanza di sospensiva presentata dalle amministrazioni straordinarie di Acciaierie d’Italia e Ilva contro lo stop dell’area a caldo. “Nel caso la Corte confermasse il decreto di sospensione dell’area caldo – ha spiegato Mantovano – l’intenzione del governo è provare a trasformare una situazione complicata e difficile in un’occasione per il rilancio dell’area”.
Il piano d’azione illustrato dal governo si articola lungo tre direttrici, che riguardano la prospettiva delle gare in corso, le misure di carattere sociale per affrontare le ricadute occupazionali di un’eventuale sospensione dell’area a caldo e i progetti di reindustrializzazione, “con le possibilità di riassorbimento della manodopera dell’ex Ilva e dell’indotto eventualmente in esubero”.
Per la regione Puglia si è trattato di “risposte parziali”, evidenziando però l’intenzione dell’esecutivo di mantenere il polo siderurgico decarbonizzato a Taranto- “C’è un’ipotesi – ha specificato il presidente della regione Puglia Antonio Decaro – anche di scivolamento pensionistico per chi ha lavorato, sia i lavoratori diretti, quelli indiretti, sia quelli dell’indotto, quelle persone che però hanno avuto un legame con l’area a caldo del ciclo integrale, che poi è un ciclo col quale c’è stata la produzione in questi anni”.
L’incontro a Palazzo Chigi, secondo Confcommercio “ha sostanzialmente evidenziato la necessità che si vada a immaginare un futuro di Taranto che non sia esclusivamente legato all’Ilva”. Sulla vicenda, durante la giornata, è tornato anche il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, sottolineando l’impossibilità della Cgil ad “accettare soluzioni che vanno nella direzione di un ridimensionamento e di fatto di una chiusura di quelle attività”..

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Articoli Correlati

Cala il prezzo del diesel, sfuma l’ipotesi di accise mobili
Mondo Economia

Cala il prezzo del diesel, sfuma l’ipotesi di accise mobili

11/10/2026
Analisti: ‘La revoca delle sanzioni su diesel non risolve, il problema è il Medio Oriente’
Mondo Economia

Analisti: ‘La revoca delle sanzioni su diesel non risolve, il problema è il Medio Oriente’

11/10/2026
Lombardi,da Cse investimenti su innovazione e digitale banche,siamo partner affidabile
Mondo Economia

Lombardi,da Cse investimenti su innovazione e digitale banche,siamo partner affidabile

11/10/2026
Il petrolio chiude in rialzo a New York a 91,85 dollari
Mondo Economia

Il petrolio chiude in rialzo a New York a 91,85 dollari

10/10/2026
Chiude a Torino Wave by Vento, l’Europa cerca i suoi giganti tech
Mondo Economia

Chiude a Torino Wave by Vento, l’Europa cerca i suoi giganti tech

10/10/2026
Il prezzo del gas sale a 80,33 euro al megawattora
Mondo Economia

Il prezzo del gas sale a 80,33 euro al megawattora

10/10/2026
Corriere Roma

© 2023 Corriere-roma.it

Link Utili

  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy

  • Prima Pagina
  • Cronaca
  • Regionali
  • Economia
  • Economia Estera
  • Politica
  • Tecnologia
  • Sport