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Fine corsa per Donnarumma a Fs, lascia nei prossimi giorni

di Corriere Roma
26/06/2026
in Mondo Economia
Tempo di lettura: 2 minuti
Fine corsa per Donnarumma a Fs, lascia nei prossimi giorni

Arriva al capolinea il viaggio di Stefano Antonio Donnarumma alla guida di Fs. L’amministratore delegato lascerà il gruppo ferroviario nei prossimi giorni, come ha comunicato il ministero dei Trasporti dopo l’incontro tra il manager e il ministro Matteo Salvini al Mit questa mattina. Donnarumma “chiuderà i dossier più importanti prima di consegnare le dimissioni”, afferma in una nota il ministero.

Antonio Donnarumma

 “Salvini ha ringraziato l’a.d per il lavoro svolto” ed “entrambi concordano sulla conclusione del mandato in anticipo rispetto ai tempi previsti per far partire la fase due dell’azienda, chiusi positivamente gli obiettivi Pnrr, con a capo una figura scelta dall’interno”, spiega il Mit, sottolineando che il ministro ha espresso “soddisfazione per i target Pnrr raggiunti, che vedono Fs vicina al traguardo dei 25 miliardi di euro, per l’enorme sforzo dell’azienda nel coniugare 1.300 cantieri al giorno, con un miglioramento della puntualità del 7% a giugno e per il ritorno all’utile per 30 milioni di euro nell’ultimo bilancio dell’azienda”. In pole position per la sostituzione di Donnarumma c’è l’attuale a.d di Trenitalia, Gianpiero Strisciuglio, sul quale, però, pende la spada di Damocle del processo per la strage di Brandizzo del 31 agosto 2023, che costò la vita a cinque operai. Al tempo il manager era amministratore delegato di Rfi. Il mese scorso la procura di Ivrea ha chiesto il rinvio a giudizio per 21 persone al termine delle indagini e tra queste c’è anche Strisciuglio.

Sulle dimissioni di Donnarumma attacca l’opposizione, che chiede a gran voce anche quelle di Salvini, definito dal Pd il “peggior ministro dei Trasporti della storia della Repubblica”. Le dimissioni del manager “certificano il fallimento del governo”, incalza il capogruppo del Pd in Commissione Trasporti della Camera, Anthony Barbagallo. Salvini “chiede e ottiene le dimissioni dell’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Stefano Donnarumma, ma non se ne va lui, il terminator dei trasporti italiani”, aggiunge Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde. “Salvini, invece di prendersi le proprie responsabilità, scarica su un manager di grande esperienza e competenza i propri fallimenti politici e comunicativi”, scandisce Matteo Hallissey, presidente di Più Europa e Radicali Italiani. Nelle ultime settimane Fs ha attraversato una serie di turbolenze sia sul fronte societario, con le dimissioni di due consiglieri e del direttore finanziario, sia su quello operativo, con alcuni disservizi lungo le tratte ferroviarie che avevano portato Salvini ad esprimere una certa “irritazione” per la situazione.

E proprio in quell’occasione si erano diffuse voci su un possibile allontanamento di Donnarumma, il cui mandato scadeva l’anno prossimo, dovuto all’insoddisfazione del ministro. Ma in un tavolo al Mit convocato martedì scorso, con Donnarumma e i vertici delle altre società del gruppo ferroviario, per fare il punto sulla puntualità dei treni, i lavori sulla rete, il piano estivo, il rapporto sembrava essersi rasserenato, anche a detta dello stesso Donnarumma, che aveva rivendicato il miglioramento dei livelli di puntualità sull’Av. “Abbiamo rappresentato al ministro l’andamento della puntualità, che quest’anno nella prima metà di giugno, segna assolutamente un miglioramento forte rispetto all’anno precedente e all’anno precedente ancora, di oltre il 7% in più”, aveva detto in quell’occasione. E lo stesso ministero aveva sottolineato che la puntualità dei treni era migliorata e che i disagi erano causati soprattutto da furti di rame, manomissioni e “guasti di convogli di altre compagnie ferroviarie”. Oggi un nuovo incontro al dicastero di Porta Pia, al termine del quale è invece arrivata un’accelerazione sulle dimissioni dell’ a.d, salito alla guida di Ferrovie nel giugno 2024, dopo essere stato a Terna e Acea.

   

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