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Fmi, Bm e Iea: ‘Carburanti a rischio in estate se non riapre Hormuz’

di Corriere Roma
30/05/2026
in Mondo Economia
Tempo di lettura: 2 minuti
Fmi, Bm e Iea: ‘Carburanti a rischio in estate se non riapre Hormuz’

Fmi, Banca mondiale (Bm) e Agenzia Internazionale dell’Energia (Iea) mettono in guardia dai rischi per la sicurezza degli approvvigionamenti di carburanti nei mesi estivi di picco della domanda se il trasporto di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz non tornasse alla normalità. “Le scorte globali di petrolio si stanno riducendo a un ritmo record in risposta alla grave perdita di forniture attraverso lo Stretto di Hormuz”, hanno affermato i vertici delle tre istituzioni in una nota congiunta.

“Se i flussi di trasporto non dovessero tornare alla normalità, il continuo e rapido esaurimento delle scorte globali di petrolio, in vista del picco della domanda estiva nell’emisfero settentrionale, comporterebbe rischi crescenti per la sicurezza energetica, le condizioni di mercato e la più ampia resilienza economica”, si legge ancora nella nota, che annovera anche l’adesione dell’ Organizzazione mondiale del commercio (Wto).  “La guerra in Medio Oriente sta generando impatti sostanziali e fortemente asimmetrici sulle forniture energetiche, sulla sicurezza alimentare e sull’attività economica in diversi Paesi e regioni. Malgrado l’economia globale continui a mostrare resilienza, gli effetti del conflitto colpiscono in modo sproporzionato i Paesi più vulnerabili attraverso l’aumento dei prezzi di carburanti e fertilizzanti, la crescente incertezza e i rischi per l’occupazione e i mezzi di sussistenza”, precisa la nota, rimarcando che “l’aumento dei prezzi dei fertilizzanti è motivo di particolare preoccupazione, dato che molti Paesi stanno entrando nella stagione della semina”.

L’obiettivo delle diverse istituzioni coinvolte è di “coordinare il sostegno a chi ne ha bisogno. Abbiamo anche esplorato le opzioni per rafforzare ulteriormente il sostegno collettivo con azioni multilaterali e bilaterali”. Infine, “stiamo monitorando e analizzando le misure adottate dai governi per affrontare l’impatto economico del conflitto, al fine di promuovere la trasparenza, condividere le esperienze e identificare i rischi emergenti: rimarremo in stretto contatto con l’evolversi della situazione e continueremo a coordinare i nostri sforzi per sostenere i paesi più colpiti e la stabilità economica globale”.   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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