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Il gas torna sopra i 46 euro. Riserve Ue salgono sopra il 50%

di Corriere Roma
08/07/2026
in Mondo Economia
Tempo di lettura: 2 minuti
Il gas torna sopra i 46 euro. Riserve Ue salgono sopra il 50%

Il mercato del gas resta sotto pressione, alle prese con le tensioni in Medio Oriente e in particolare nello Stretto di Hormuz. Per quanto le scorte europee siano risalite per la prima volta da gennaio oltre il 50% della capacità di stoccaggio, lasciando sperare in un possibile allentamento delle quotazioni, un nuovo attacco a una petroliera a Hormuz ha fatto balzare il prezzo del gas oltre i 46 euro. Una conferma delle turbolenze sui mercati provocata dal conflitto mediorientale è arrivata oggi anche dall’Iea secondo cui gli effetti sul gas si faranno sentire almeno fino al 2027. Dopo l’attacco nella notte alla nave che stava percorrendo lo stretto di Hormuz, con un proiettile non identificato che ha causato un incendio a bordo, le quotazioni del gas naturale sono balzate oggi sopra i 46 euro al MWh. I contratti future sul mese di agosto hanno toccato un rialzo del 5,22% a 46,44 euro al MWh, portandosi sui livelli dello scorso 12 giugno. Dal lato delle scorte, invece, secondo i dati di Gas Infrastructure Europe il metano ha raggiunto il 50,36% della capacità di stoccaggio a 569,36 TWh, pari a poco più del 16% del consumo medio annuo di 3.519 TWh. E, come da diversi mesi a questa parte, tra i singoli paesi primeggia l’Italia, con il 68,77% di stoccaggi a 139,9 TWh, pari a circa il 20% dei 677 TWh di consumo medio annuo. Segue la Germania, prima per capacità di stoccaggi, ma ferma al 42,88% a 105,82 TWh, pari all’11,7% del consumo medio annuo. In Europa la capacità massima di stoccaggio è di 1.130,51 TWh, in Italia di 203,42 TWh. Dal rapporto trimestrale dell’Iea, la International Energy Agency, emerge comunque che gli effetti della guerra in Medio Oriente continuano a ridisegnare il mercato globale del gas naturale, con un’offerta più limitata e prezzi elevati che pesano sulla domanda nei mercati chiave. Nel 2026 il consumo mondiale di gas diminuirà dello 0,5%, facendo segnare il terzo calo in sette anni, anche se l’offerta di Gnl (gas naturale liquefatto) da parte dei produttori di altre regioni aiuta a compensare le perdite in Medio Oriente. “Gli effetti sulla crescita delle forniture prevista saranno principalmente concentrati nel 2026 e 2027 – sottolinea il rapporto Iea – il che significa che nei prossimi due anni i mercati potrebbero rimanere più in tensione di quanto ci si aspettasse”.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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