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A Napoli foto di gruppo con il campo largo, ‘ora tocca a noi governare’

di Corriere Roma
09/07/2026
in Politica, Primo Piano
Tempo di lettura: 3 minuti
A Napoli foto di gruppo con il campo largo, ‘ora tocca a noi governare’

Stavolta uomini senza cravatte e segretaria in camicia rosa. E poi c’è il caldo che morde. Ma la foto rende comunque meglio di quella scattata a metà giugno al fresco condizionato di un ristorante romano. Sul palco di piazza del Gesù a Napoli, la leader del Pd Elly Schlein, il presidente del M5s Giuseppe Conte e i portavoce di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni si mettono in posa per lo scatto che dà il via alla campagna elettorale del 2027, quando dovranno cercare di battere il centrodestra di Giorgia Meloni. Ma quando la manifestazione pare avviata, da sotto il palco un gruppo di disoccupati interrompe i comizi, gridando “Vergogna” e “buffoni”. Sventolano anche le bandiere di Potere al Popolo.
    Conte, Bonelli e Fratoianni escono dal retro. Il presidente del M5s prova a riportare la calma: “Noi non facciamo decreti per impedirci di parlare e di reprimere il dissenso, cercate di distinguere”. Ma gli animi si scaldano, arrivano le forze dell’ordine. Manifestazione sospesa. Riprende dopo un quarto d’ora, con Bonelli: “Sono i fascisti che traggono vantaggio da questa operazione”. La manifestazione prosegue. Il messaggio era già nel titolo: Al lavoro per cambiare l’Italia. “Non faremo mai più il favore alle destre di dividerci. Andremo uniti a vincere le prossime elezioni”, dice Schlein chiudendo la manifestazione.     Conte traduce così: “Meloni ha fallito. Ora tocca a noi rimboccarci le maniche e ridare una speranza all’Italia migliore. Dobbiamo andare al governo, dobbiamo mandarli a casa”.     E Bonelli: “Siamo pronti per costruire l’alternativa, per mandare all’opposizione questa destra”. La bozza di programma c’è già: lo scheletro è la Costituzione. Poi ci sono le proposte unitarie fatte in Parlamento: il salario minimo – “sarà la prima misura”, promette Conte – il congedo paritario, il muro contro la legge elettorale, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di stipendio. E ancora l’impegno per sanità pubblica, scuola, diritti. Fratoianni parla anche di patrimoniale, ma non la cita: “Possiamo lavorare sulla redistribuzione, sulle grandissime ricchezze”. Piazza non enorme ma praticamente piena, bandiere dei tre partiti scenograficamente ben mescolate. Il fatto che l’appuntamento fosse riservato al blocco Pd, M5s e Avs ha però contrariato i centristi. Anche i riformisti del Pd, che digeriscono con difficoltà certi atteggiamenti del M5s. “Hai voglia ad andare a Napoli se poi a Strasburgo il M5s sull’Ucraina vota assieme alla Lega e Vannacci”, scrive sui social il senatore Pd Filippo Sensi. Ma l’avvertimento che i leader del campo largo mandano da Napoli è netto: l’alternativa a Meloni parte da qua, dal trio Pd, M5s e Avs. Gli altri si aggiungeranno dopo, a settembre, quando – ribadisce Schlein – comincerà la scrittura del programma. Pronosticare chi si siederà al tavolo è impresa difficile. Per esempio, il presidente di Iv Matteo Renzi sa che Avs e M5s non smaniano per averlo vicino. Però da Napoli arrivano appelli alla distensione: “Non ci sono veti”, ribadisce Fratoianni. In questa giornata di inizio luglio, Napoli aspira a fare la concorrenza ad Ankara. La premier Meloni è in Turchia per il vertice Nato, a discutere di Ucraina e a calibrare i sorrisi con Donald Trump. I leader del campo largo sanno che il loro controcanto non può competere in fatto di spessore diplomatico, ma intanto picconano le politiche del governo: “Abbiamo il record dei poveri assoluti – dice Conte – e tra poco il record nell’investimento delle armi”. E poi: “Per giustificare la corsa agli armamenti continuano ad alimentare la minaccia della Russia per l’Europa”. Il tema trova spago. “A questo governo manca una parola: pace – ha detto Bonelli – Ad Ankara hanno rilanciato la guerra, il riarmo. Noi abbiamo bisogno invece di investire nella sanità e contro la povertà”. Ad aprire i comizi, due espressioni indigene dell’area progressista, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e il governatore della Campania Roberto Fico. Come a dire: il centrosinistra sa governare. Se ne riparlerà a Padova, il 15 luglio, quando i leader del campo largo replicheranno. “E a settembre – ha annunciato Fratoianni – comincerà la lunga corsa attraverso tutto il Paese”.   

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