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Bonino e l’allarme dopo la visita a Srebrenica: ‘Qui c’è un genocidio’

di Corriere Roma
12/09/2026
in Politica, Primo Piano
Tempo di lettura: 2 minuti
Bonino e l’allarme dopo la visita a Srebrenica: ‘Qui c’è un genocidio’

 “Ero a fianco di Emma Bonino durante la sua missione a Tuzla, in Bosnia, al primo incontro tragico con le madri di Srebrenica: attraverso le foto satellitari e le voci che iniziavano a girare, cominciava a emergere la notizia delle fosse comuni. Lei, in quanto Commissario europeo per le questioni umanitarie, lanciò l’allarme sulla dimensione dell’eccidio e usò per la prima volta il termine di genocidio”.     A spiegarlo all’ANSA è Filippo di Robilant, all’epoca portavoce di Emma Bonino alla Commissione europea, che aggiunge: “Paradossale che muoia a pochi giorni di distanza dall’ex generale serbo-bosniaco Radko Mladic, che fu il principale responsabile di quel massacro”.     Il 16 luglio 1995, pochi giorni dopo l’eccidio, di ritorno da Tuzla, Bonino dichiarava la dimensione del crimine: “‘Siamo di fronte a un vero e proprio genocidio. Tutte le voci concordano – si legge nel take ANSA dell’epoca – nel ritenere che, oltre ai 4.000 che mancano all’appello e che presumibilmente si trovano nello stadio di Bratunac , ci sono altre 8.000 persone di cui non si hanno notizie. Sono scomparse”. Erano stati torturati, trucidati e buttati nelle fosse comuni tutti maschi sopra i 15 anni che viveno in quella che era allora una zona dichiarata prrotettta dalle Nazioni Unite. “Ma – prosege di Robilant – la denuncia fu di impulso.     Servì a svelare al mondo quanto accadeva mentre le autorità serbe cercavano di nascondere l’entità dell’accaduto e, succesivamente, a inserire il crimine di genocidio nello Statuto della Corte penale internazionale”.     Non fu questo il primo intervento di Bonino in Bosnia. La crisi dei Balcani era in pieno dispiegamento dal 1992 nell’immobilità internazionale. Lei fu la prima commissaria europea a recarsi a Sarajevo, sotto assedio da quasi 4 anni.     “Appena nominata, a gennaio 1995, fu la prima ad andare nella città in cui era in corso l’assedio più lungo dell’epoca moderna, sotto il tiro di granate e cecchini. L’Europa era stata fino a quel momento timida, fu un segnale molto importante”, conclude di Robilant.     Emma “scosse le coscienze di tutti, in questa come in altre occasioni”, aggiunge Giovanna Reanda, direttrice di Radio Radicale, vicina a Bonino per oltre 30 anni: “Usò il termine genocidio appena tornata da Tuzla a Roma, in una conferenza stampa chiedendo a tutti: Vogliamo davvero restare a guardare inermi?”. .    

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