• Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy
Corriere Roma
  • Prima Pagina
  • Cronaca
  • Regionali
  • Economia
  • Economia Estera
  • Politica
  • Tecnologia
  • Sport
Corriere Roma
Home Politica

Consulta o Tar, le possibili strade per i ricorsi

di Corriere Roma
08/02/2026
in Politica, Primo Piano
Tempo di lettura: 2 minuti
Consulta o Tar, le possibili strade per i ricorsi

Dopo la decisione del Consiglio dei ministri di modificare il quesito del referendum sulla Giustizia, ma non la data, restano altre opzioni per i 15 giuristi promotori della raccolta di cinquecentomila firme per l’indizione della consultazione. Nel caso in cui il Comitato optasse per una nuova istanza che faccia ripartire da oggi i termini di cinquanta giorni per la campagna referendaria, le due strade percorribili sono il ricorso al Tar o alla Corte costituzionale contro la delibera del governo.
    I cosiddetti ‘volenterosi’ riferiscono che “solo lunedì prossimo sarà presa una decisione” ma nel frattempo spiegano: “prendiamo atto” della scelta del Cdm che “rappresenta una forzatura”. Nel caso di un’istanza, diventa fondamentale l’elemento della raccolta di cinquecentomila firme, che rappresenta un potere popolare capace di consente ai cittadini di opporsi a decisioni governative: si tratta quindi di uno strumento con cui il popolo esercita in forma diretta la propria sovranità, di fatto un potere dello Stato che influenza un altro potere dello Stato. Per questo, l’alternativa più facilmente percorribile – e secondo diversi esperti la più conveniente – sarebbe il ricorso alla Corte costituzionale, sollevando la questione del conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato.
    Se questo tipo di ricorso dovesse venire accolto, potrebbe produrre uno slittamento del referendum. Trattandosi di un tema considerato poco complicato ma sicuramente urgente, i giudici costituzionali potrebbero decidere di dare una ‘corsia preferenziale’ al provvedimento e pronunciarsi in poco tempo.     Un ricorso al Tar, invece, significherebbe impugnare l’ultimo provvedimento del governo per illegittimità. Potrebbe essere richiesta una sospensiva del decreto integrativo appena approvato dal Cdm, ma resterebbe il decreto governativo di gennaio, che fissa la data al 22 e 23 marzo. Inoltre questa richiesta rischierebbe di entrare in conflitto con l’ordinanza della Cassazione, che ha poi determinato il provvedimento del governo. La decisione del Tar sarebbe poi appellabile al Consiglio di Stato. La via del ricorso al tribunale amministrativo appare come quella più difficilmente percorribile, con tempi più lunghi, in cui un’eventuale sospensiva non apporterebbe alcuna ulteriore modifica sostanziale.    

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Articoli Correlati

Domani Meloni in Parlamento, al lavoro sulla difesa a Hormuz
Politica

Domani Meloni in Parlamento, al lavoro sulla difesa a Hormuz

11/03/2026
Nordio e Fdi blindano Bartolozzi, ‘non deve dimettersi’
Politica

Nordio e Fdi blindano Bartolozzi, ‘non deve dimettersi’

11/03/2026
Referendum, bufera social sul Teatro Parenti: insulti a direttrice per evento con Meloni
Politica

Referendum, bufera social sul Teatro Parenti: insulti a direttrice per evento con Meloni

11/03/2026
Anche il capo di gabinetto deve farsi autorizzare per interventi pubblici: il caso Bartolozzi diventa un giallo
Politica

Anche il capo di gabinetto deve farsi autorizzare per interventi pubblici: il caso Bartolozzi diventa un giallo

11/03/2026
‘Col sì togliamo di mezzo i magistrati’, bufera sulla Bartolozzi
Politica

‘Col sì togliamo di mezzo i magistrati’, bufera sulla Bartolozzi

10/03/2026
Bartolozzi, ‘votate Sì e ci togliamo di mezzo la magistratura’
Politica

Bartolozzi, ‘votate Sì e ci togliamo di mezzo la magistratura’

10/03/2026
Corriere Roma

© 2023 Corriere-roma.it

Link Utili

  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy

  • Prima Pagina
  • Cronaca
  • Regionali
  • Economia
  • Economia Estera
  • Politica
  • Tecnologia
  • Sport