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Flotilla, Tajani: indegne le parole di Ben Gvir contro l’Italia. Operazioni in Libano aumentano rischi di escalation

di Corriere Roma
10/06/2026
in Politica, Primo Piano
Tempo di lettura: 2 minuti

Ascolta la versione audio dell’articolo«Non ho parole per commentare ciò che lui ha detto nei confronti dell’Italia ieri dopo aver saputo che era indagato dalla Procura della Repubblica. Sono parole inaccettabili che rispediamo al mittente, non sono degne di un ministro». Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani riferendosi, in audizione alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, a quanto affermato dal ministro della Sicurezza israeliano Itamar Ben Gvir.«L’Italia è un paese amico di Israele che ha sempre difeso la libertà, la democrazia, è protagonista della pace e respingiamo al mittente qualsiasi offesa, qualsiasi tentativo di denigrare, ma le parole pronunciate da Ben Gvir dimostrano qual è il livello politico e morale di questo signore. Molti paesi hanno accolto con favore la nostra proposta di sanzionarlo a partire dalla Francia».Loading…Operazioni in Libano aumentano rischio escalation«Il Libano è un fronte sempre più critico. Gli sviluppi degli ultimi giorni sono molto preoccupanti. Le operazioni militari israeliane nel sud del Paese aumentano i rischi di escalation, e allontanano la prospettiva della stabilità. Soprattutto, provocano nuove sofferenze tra la popolazione civile, con un numero crescente di vittime e sfollati». Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in audizione alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato.Nostra condanna del terrorismo di Hamas è assolutaPoi l’attenzione si sposta su Gaza. «La nostra condanna del terrorismo spietato di Hamas è ferma e assoluta – annota il vicepremier -. Il terrorismo non è mai giustificato, nessuna causa politica, nessun conflitto, nessuna rivendicazione possono legittimare il massacro di civili innocenti. Lo abbiamo detto più volte: il disarmo di Hamas è una priorità».Crosetto: missioni all’estero strumento essenziale di sicurezzaLa partecipazione italiana alle missioni internazionali resta «uno strumento essenziale di sicurezza collettiva, di condivisione di valori, obiettivi e responsabilità», in un quadro segnato da crisi sempre più rapide e interconnesse. Il ministro della Difesa Guido Crosetto illustrando alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato l’impianto delle missioni internazionali per il 2026. Crosetto ha sottolineato che le lezioni apprese negli ultimi anni indicano la necessità di disporre di uno strumento militare «più reattivo, flessibile» e capace di intervenire rapidamente «ovunque le circostanze lo richiedano». In questa prospettiva si inserisce anche la modifica normativa introdotta lo scorso anno, che consente margini di flessibilità nell’impiego del personale all’interno di missioni appartenenti alla stessa area geografica, favorendo la mobilità tra dispositivi e una riallocazione più rapida delle risorse.

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