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Groenlandia, Meloni stempera: decisioni in ambito Nato, evitare divisioni. Poi vede i Ceo di 17 colossi giapponesi

di Corriere Roma
18/01/2026
in Politica, Primo Piano
Tempo di lettura: 2 minuti

Ascolta la versione audio dell’articoloSu Groenlandia e Artico «il ragionamento che gli americani pongono su sicurezza e presenza degli alleati è serio, rafforzare la nostra presenza è necessario. L’ambito Nato è quello dove sviluppare il dialogo, e anche quello in cui discutere la presenza dell’Italia». Al punto stampa convocato alle 8.30 all’ambasciata italiana a Tokyo (l’1.30 ora italiana) Giorgia Meloni risponde così alla domanda se condivida o meno la posizione espressa dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, secondo cui nell’area «le esercitazioni non sono iniziate adesso, e non sono sicuramente 15 soldati mandati in Groenlandia. Mi chiedo: a fare cosa? Una gita? 15 italiani, 15 francesi, 15 tedeschi: mi sembra l’inizio di una barzelletta».Groenlandia, Crosetto: no a frazionare in azioni il mondo occidentale«Alleati ragionano, non è divisione rispetto agli Usa»La premier non è così netta sul “no” ai militari sul campo, ma la linea è la stessa di Crosetto. Unire, invece di frazionare: «La Nato ha già detto che l’Artico è strategico. Gli alleati stanno ragionando, non lo leggerei come divisivo rispetto agli Usa». Nessuna condanna delle minacce di Donald Trump («I suoi metodi assertivi, li conosciamo, ma credo sia un modo per porre un problema che esiste ed elevare l’attenzione» sull’Artico). Anche se Meloni ricorda la recente dichiarazione sottoscritta assieme ad altri sei partner europei, Danimarca compresa, in cui si richiama la necessità di muoversi «rispettando i principi della Carta delle Nazioni Unite, tra cui la sovranità, l’integrità territoriale e l’inviolabilità delle frontiere».Loading…La difesa di un ordine internazionale «basato sul diritto»D’altronde, anche nella dichiarazione congiunta adottata venerdì al bilaterale con la premier giapponese Sanae Takaichi le due leader sottolineano la volontà di coordinarsi per difendere un ordine internazionale «giusto, libero, aperto e fondato sul diritto». Un segnale anche a Trump, nonostante Meloni continui a considerare «difficile» un’azione militare, di terra, da parte del tycoon: «Io credo che la questione sarà risolta anche con un impegno maggiore degli alleati Nato».Timori per le barriere all’export? «Non è riferimento ai dazi Usa»Anche sulla minaccia di Trump di imporre dazi ai «Paesi che non si allineano» sulla Groenlandia la presidente del Consiglio smussa e stempera. La «profonda preoccupazione» condivisa con Takaichi «per tutte le forme di coercizione economica e per l’uso di politiche e pratiche non di mercato e per il ricorso a restrizioni all’esportazione che interrompono le catene di approvvigionamento globali per beni e componenti chiave e causano altre forme di distorsioni del mercato, tra cui la sovracapacità» – spiega – si riferisce alle sole «barriere non tariffarie». Il riferimento, dunque, è in primis alla Cina e alle barriere alzate sui prodotti giapponesi dopo le dichiarazioni della prima ministra su Taiwan.Iran, «lavorare a de-escalation»Meloni invita all’equilibrio pure sull’Iran in fiamme. «Penso che dobbiamo lavorare per una de-escalation» – dice – e ne ho parlato con il sultano dell’Oman (mercoledì scorso, ndr) . Condanniamo le repressioni e le uccisioni e chiediamo di garantire l’incolumità dei cittadini».

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