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Il vice ministro Leo frena sull’ampliamento della rottamazione. La Lega insiste 

di Corriere Roma
12/11/2025
in Politica, Primo Piano
Tempo di lettura: 3 minuti

Il percorso della manovra in Parlamento è avviato. E la fase delle modifiche è pronta ad entrare nel vivo. Ma già si registrano le prime schermaglie tra i desiderata dei partiti e l’esigenza del Ministero dell’Economia di garantire che i saldi restino invariati.

Ad accendere il primo scontro è la proposta della Lega di allargare la rottamazione, su cui via XX Settembre frena ricordando il problema delle coperture. E l’esigenza di mantenere la barra dritta sui conti penderà come una spada di Damocle su tutti gli emendamenti in arrivo. Sui quali scatterà presto anche un’altra tagliola, quella dei ‘segnalati’, con l’asticella fissata a quota 400. Ad innescare la prima schermaglia è l’obiettivo dichiarato dalla Lega di allargare ulteriormente la rottamazione. La volontà è estenderla anche a chi ha ricevuto un controllo per vizio formale. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo però lancia un altolà. “Qui il problema delle coperture si fa ancora più intenso”, osserva: “valutiamo tutto, ma tendendo come sempre la barra dritta sui conti”. Parole che non scalfiscono il partito di via Bellerio: “Le coperture non è impossibile trovarle”, assicura Claudio Borghi, che è anche uno dei quattro relatori della manovra.

Per approfondire Agenzia ANSA La Fieg: “In manovra mancano risorse per l’editoria”  L’appello degli editori sarà pubblicato su tutti i siti e le testate 


 “L’importante è che i saldi siano invariati e lo saranno”, garantisce. In vista delle modifiche, dopo le aperture del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, anche il suo vice conferma gli ambiti di intervento. Innanzitutto l’ “obiettivo” di rendere strutturali l’iper e superammortamento: “può essere perseguito subito o a tappe a seconda delle coperture”, spiega Leo. Modifiche in arrivo anche sulle compensazioni dei crediti, su cui non è escluso che la misura “si possa anche cancellare del tutto”. Nel mirino c’è anche l’aumento di due punti dell’Irap: “sempre risorse permettendo”, ripete Leo, si studia l’esclusione dall’aumento delle “holding industriali, non finanziarie”. Sono al lavoro sulle modifiche anche i partiti, impegnati con scadenze interne e riunioni per affinare gli emendamenti attesi venerdì mattina in Senato. Fratelli d’Italia fa un punto in serata. La Lega, che ha già raccolto internamente le proposte, oltre che sulla rottamazione lavora sulle pensioni, chiede più risorse per la sicurezza e di stralciare la norma che alza al 26% la cedolare secca sugli affitti brevi. Forza Italia, che riunirà i suoi giovedì, punta su casa, sicurezza e imprese con particolare attenzione alla norma sui dividendi (gli azzurri la vogliono cancellare).

Noi Moderati chiede incentivi per gli affitti lunghi e la detassazione dei libri. A complicare i giochi, il nodo del tesoretto (100 milioni, da dividere in proporzione al numero dei senatori o ai gruppi, con l’esigenza di usare i fondi subito) e la consapevolezza che, appena depositati, in una manciata di giorni gli emendamenti dovranno essere ridotti a 400 ‘segnalati’. Un numero che a qualcuno sembra stare già stretto, mentre il vice-capogruppo vicario al Senato di FdI Raffaele Speranzon prevede il classico epilogo: si finirà con un maxiemendamento. L’obiettivo è arrivare in Aula al Senato il 15 dicembre e chiudere con il sì definitivo alla Camera entro Natale.

“Questo è l’auspicio, poi dipende dalla buona volontà di tutti”, dice il ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Si muovono anche i sindacati, che sulla manovra vanno in ordine sparso. La Uil ha proclamato la propria manifestazione nazionale per il 29 novembre. Il leader della Cgil Maurizio Landini ha condiviso le proprie proposte con la leader Dem Elly Schlein. Vedrà Avs, che incontrerà anche la Uil. Intanto infuriamo le polemiche per l’esaurimento dei fondi di Transizione 5.0. In ministro delle Imprese Adolfo Urso replica indirettamente al presidente di Confindustria Emanuele Orsini e rivendica il risultato, assicurando che la misura funziona. Ma con l’esaurimento dei fondi si è registrata negli ultimi giorni un’accelerazione alle prenotazioni di Transizione 4.0: il risultato è che ora anche queste risorse sono esaurite.

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