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Le elezioni anticipate agitano la maggioranza, ecco le ipotesi in campo

di Corriere Roma
06/09/2026
in Politica, Primo Piano
Tempo di lettura: 2 minuti

Ascolta la versione audio dell’articoloNon è mistero che la premier Giorgia Meloni accarezzi l’idea di anticipare il voto politico in primavera. Superato il traguardo del governo più longevo della storia repubblica la presidente del Consiglio non ha nessuna intenzione di farsi logorare ora che la campagna elettorale sembra già entrata nel vivo, con gli alleati pronti a piantare le loro bandiere in vista della manovra. In un percorso che si preannuncia accidentato. Ecco perché, dopo l’approvazione della legge della legge elettorale e il varo della nuova finanziaria ogni data sarebbe buona in teoria per andare al voto. Senza escludere più neppure l’ipotesi di un election day con le amministrative di primavera (devono essere indette tra il 15 aprile e il 15 giugno), in cui si rinnoveranno i sindaci delle maggiori città italiane (Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna). Un’ipotesi finora accantonata per timore dell’effetto traino per il fronte progressista che potrebbe avere il voto in centri storicamente amministrati dal centrosinistra.Chiedilo al SoleDomande di approfondimento generate da 24Ore AIIl no di Salvini al voto anticipatoIl problema è che gli alleati Lega e Forza Italia non sono d’accordo e puntano a un voto nell’autunno dell’anno prossimo, a scadenza della legislatura. Matteo Salvini è il più determinato. «Stiamo festeggiando il governo più longevo della storia della Repubblica, perché interrompere prima l’enorme lavoro che tutti stiamo facendo. C’è una scadenza che è autunno 2027» dice chiaro il leader leghista. Elezioni politiche e comunali separate, quindi? «Certo – risponde -. La scadenza delle amministrative è per norma in primavera, votano tante città importanti da Milano a Roma, Bologna, Torino, Napoli». E insiste: «Ho tanti cantieri da portare avanti, e vorrei arrivare fino all’ultimo giorno utile». L’auspicio del leader leghista è che il fenomeno Vannacci, si sgonfi dopo i primi fuochi iniziali. E che il test delle elezioni amministrative, quando conteranno i voti veri e non più solo i sondaggi (che vedono Futuro Nazionale in crescita all’8%), servirà a ridimensionare il partito del generale. Senza dimenticare che la fine anticipata della legislatura metterebbe a rischio l’approvazione definitiva delle intese sull’autonomia differenziata, cavallo di battaglia del Carroccio.Loading…I dubbi di TajaniAnche l’altro vicepremier Antonio Tajani sembra spingere le elezioni più in là, pur con meno enfasi. «Non ho problemi a votare uno o due mesi prima ma forse la data giusta è la fine della legislatura», spiega il leader azzurro. Anche la manovra è un tema nei ragionamenti tra i parlamentari: arrivare all’autunno consentirebbe di “mettere a frutto” le misure approvate, dal momento che gli elettori avrebbero più tempo per godere di riduzioni delle tasse, bonus e incentivi vari.Il nodo della legge elettoraleA sinistra Giuseppe Conte sembra rispondere alla sfida. «In primavera o quando sarà, noi saremo sempre pronti. Già in autunno avremo un programma condiviso. Non siamo assolutamente in ritardo», dice chiaro, rimandando allo step successivo le primarie per la scelta del leader. Il presidente M5S non sembra disposto ad avallare altre strade: «È perfettamente legittima la pretesa del segretario del maggiore partito, il Pd, di poter aspirare a essere il candidato premier di tutta la coalizione. Però attenzione, è la prima volta che andiamo in coalizione, e non possiamo noi, e io immagino gli altri partiti, accettare che ci sia questa regola che dovrebbe essere applicata per la prima volta. Siamo in un contesto completamente diverso rispetto a quello del centrodestra». Sarà la legge elettorale a decidere se il campo largo dovrà accelerare le operazioni o meno. E, dopo l’ok allo Stabilicum in terza lettura alla Camera, anche il destino della legislatura potrebbe essere più chiaro

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