La strada per la maggioranza resta tracciata. E a chiarirla è anche il presidente della commissione Affari Costituzionali, Nazario Pagano, al termine della riunione dell’ufficio di presidenza di oggi: via libera della Camera entro l’estate e ok definitivo alla riforma del sistema di voto entro l’anno. “Siamo pronti a discutere tutto – evidenzia Pagano – dal premio di governabilità alla soglia di sbarramento, fino alle preferenze. L’importante è garantire stabilità al prossimo Parlamento.
Se invece restiamo fermi, con il Rosatellum, rischiamo l’ingovernabilità”. Il centrodestra resta dunque determinato a portare a casa entro il 2026 la partita della riforma del sistema di voto. E pur mantenendo la disponibilità al dialogo su tutto con le opposizioni, vuole comunque andare avanti. Le opposizioni, dal canto loro, restano sulle barricate contestando le modalità della maggioranza e ribadendo che non si tratta di una priorità per i cittadini e la propria indisponibilità a sedersi al tavolo. “Non ci sono le condizioni per dialogare”, attacca la Dem Simona Bonafé al termine della riunione. “Questa non è una priorità per gli italiani”, ribadisce da Avs Filiberto Zaratti. Quanto al dialogo “Timeo danaos et dona ferentes'”, ironizza Alfonso Colucci (M5s). Resta, dunque, il muro contro muro. Anche se non manca chi avanza il sospetto di possibili trattative sottobanco. “La proposta di legge elettorale della maggioranza piace molto a due persone: Giorgia Meloni ed Elly Schlein. Ma il Pd non può dirlo”, sottolinea Ettore Rosato Vicesegretario di Azione.
Intanto a dare il segno di quanto il tema sia all’attenzione della maggioranza, dopo l’ingresso in commissione del responsabile organizzativo di FdI, Giovanni Donzelli e dello sherpa della legge elettorale del partito di Meloni, Angelo Rossi, nell’organismo parlamentare sbarca anche un altro ‘tecnico’, l’azzurro Stefano Benigni che prende il posto di Paolo Barelli. Da giorni il capogruppo azzurro è, del resto, nel mirino e sarebbe anche partita una raccolta firme tra i deputati per un cambio alla guida del gruppo, al momento comunque congelata. Ma tant’è. Benigni, insieme ad Alessandro Battilocchio è colui il quale per gli azzurri è stato al tavolo di maggioranza che ha definito lo ‘Stabilicum’ poi depositato in commissione. Una riforma che è comunque destinata ad essere modificata e i cui contorni potrebbero anche ampliarsi.
Oltre a definire un calendario di audizioni la prossima settimana, quando la commissione tornerà a riunirsi si definirà, infatti, con una votazione anche il perimetro dei temi in discussione. La maggioranza preme perché ci sia anche quello del voto degli italiani all’estero mentre dalle opposizioni arriva la richiesta di riprendere la questione del voto fuori sede e da +Europa si spinge per aprire alla raccolta delle firme online. Se ne riparlerà comunque la prossima settimana quando la commissione tornerà a riunirsi per definire anche i tempi d’esame.
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