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Manovra 2026, a che punto siamo e perché ci sarà lo sciopero il 12 dicembre

di Corriere Roma
09/11/2025
in Politica, Primo Piano
Tempo di lettura: 2 minuti

Ascolta la versione audio dell’articoloLa legge di bilancio 2026 è stata approvata dal governo io 17 ottobre ed è stata presentata al senato il 22 ottobre. Dopo il ciclo di audizioni, l’Ufficio di presidenza della Commissione Bilancio al Senato ha fissato come termine ultimo per la presentazione degli emendamenti la data di venerdì 14 novembre (non oltre le 10 di mattina). Da quel momento si aprirà la partita vera e propria per le modifiche, che come di consueto potrebbero poi finire nel maxiemendamento del governo che raccoglie tutte le correzioni. L’obiettivo è riuscire a far approdare la legge di bilancio in Aula del Senato entro il 15 dicembre. Un margine sufficiente per consentire, in caso di slittamenti o ritardi, di avere il via libera di Palazzo Madama comunque prima di Natale. E consentire così alla Camera il via libera “lampo” definitivo prima del 31 dicembre.Le principali misureIl provvedimento ha una dotazione complessiva indicata in circa 18,7 miliardi di euro e include interventi su fisco, famiglia, sanità e investimenti settoriali; la cornice macroeconomica pone vincoli stringenti per il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica. Tra le misure fiscali più rilevanti la manovra prevede il taglio dell’aliquota Irpef per lo scaglione tra 28.000 e 50.000 euro, ridotta di due punti (dal 35% al 33%). Sono inoltre previste revisioni all’ISEE e interventi sugli affitti brevi che incidono sui redditi da locazione.Loading…Le copertureLe coperture della manovra combinano tagli di spesa, riallocazioni e nuove entrate settoriali. Tra queste ultime figura un contributo atteso dal sistema bancario: secondo le stime fornite in audizione dall’ABI, il maggior gettito derivante dalle misure che coinvolgono il settore bancario ammonterebbe a circa 9,6 miliardi nel quadriennio 2026-2029.La protesta della CgilLa Cgil ha giudicato la manovra insufficiente sui temi dei salari e della protezione sociale e ha proclamato uno sciopero generale per il 12 dicembre. Il sindacato pone richieste specifiche di revisione delle misure economiche, aumento dei redditi da lavoro e rafforzamento del welfare. Si va dalla richiesta di risorse aggiuntive perché il rinnovo dei contratti pubblici, una detassazione per tutti i contratti e che venga restituito il fiscal drag. Poi investimenti sulla sanità pubblica, a partire dalle assunzioni, su scuola e servizi sociali. La scelta della data del 12 dicembre intende massimizzare visibilità e pressione politica in corrispondenza dell’iter parlamentare conclusivo.

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