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Meloni: «Credevo che sarebbe stato più facile con Trump». E risponde a Schlein: «Confonde Schengen con Patto Ue»

di Corriere Roma
22/08/2026
in Politica, Primo Piano
Tempo di lettura: 2 minuti

Ascolta la versione audio dell’articolo«Vedremo». Una parola per rispondere alla domanda se lei e Donald Trump torneranno a parlarsi dopo la pausa estiva. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni non dà certezze nell’intervista rilasciata al New York Times.Chiedilo al SoleDomande di approfondimento generate da 24Ore AIIl filo diretto tra Roma e Washington, che per mesi ha retto sull’affinità ideologica tra i due leader su immigrazione e critica alla cultura “woke”, come ha sottolineato, si è interrotto. Meloni lo ammette senza giri di parole: «È evidente che pensavo sarebbe stato più facile» con Donald Trump, ma «le cose sono andate diversamente». Con il presidente americano, precisa, non ci sono contatti «da diverse settimane».Loading…Unità dell’OccidenteLa premier respinge però l’idea che i rapporti personali possano condizionare le scelte del Governo: «Continuo a ritenere che l’unità dell’Occidente sia fondamentale. Non decido la strategia italiana in base ai miei rapporti personali», dice al quotidiano. E aggiunge una rivendicazione di autonomia sul piano internazionale: «Non mi piace l’idea di un’Italia sottomessa, un’Italia che si considera inferiore alle altre».Il tema migrantiC’è poi il tema migranti. Che stavolta Meloni affronta via social. In primis rispondendo a Elly Schlein: «Parla di ’’boomerang’’ e di un presunto fallimento del Governo nella gestione dei migranti. Ma prima di fare propaganda sarebbe utile conoscere la differenza tra le questioni di cui si parla. Schengen e il Patto su Migrazione e Asilo sono due cose completamente diverse e non c’entrano nulla tra loro. Ed è proprio il nuovo Patto che segna una svolta positiva per l’Italia nella gestione dei migranti cosiddetti “dublinanti’’. Le nuove regole tutelano molto di più gli Stati di primo ingresso in tema di richieste di asilo e, con il rafforzamento del principio di Paese Terzo sicuro voluto dall’Italia, sarà più semplice effettuare rimpatri accelerati».«Respinte circa 80mila richieste»«Riguardo alla situazione precedente a queste modifiche, questo Governo ha contrastato l’applicazione di regole insensatamente penalizzanti per noi e infatti, dal 2023 a oggi l’Italia ha respinto circa 80 mila richieste di presa in carico provenienti da altri Stati membri. Ed è grazie alla fermezza di questo Governo se l’Italia non si è limitata ad accettare passivamente tutto ciò che gli altri Stati ci chiedevano.Cosa avrebbe fatto un Governo di sinistra? Probabilmente avrebbe accolto quelle richieste, aggravando ulteriormente la pressione sul nostro sistema di accoglienza e creando ancora più problemi nella gestione dei flussi migratori».

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