G7, confronto con Trump sulla crisiIl G7 che si aprirà lunedì a Evian è per Meloni «un’occasione importante per confrontarci con i nostri partner – a partire, chiaramente, con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump – sulle prospettive di questa crisi, così come di quella in Ucraina e sulle iniziative necessarie per consolidare ogni possibile progresso diplomatico». E poi al Consiglio europeo bisognerà lavorare «affinché l’Unione esprima una posizione comune, seria, credibile». La premier ricorda gli strumenti in campo: l’alleggerimento delle sanzioni «graduale e reversibibile, ma anche rapido» se Teheran si convincerà a tornare al tavolo con un percorso serio; nuove misure mirate, se non lo farà. Perché il messaggio, per l’Italia, deve essere chiaro: «La strada della cooperazione può produrre benefici, la strada della destabilizzazione produce conseguenze».Libano, puntare a disarmo di Hezbollah e ritiro di IsraeleTornando a bollare come «inaccettabili» gli attacchi all’Unifil, Meloni affronta poi la questione del Libano. La priorità, dice, è «sostenere il percorso politico avviato con il contributo decisivo degli Stati Uniti e con la scelta coraggiosa del Presidente Aoun di accogliere l’invito a svolgere negoziati diretti con Israele». Attacca Hezbollah, ribadisce che le azioni israeliane per colpirnee i vertici devono garantire la massima tutela della popolazione civile ed espone la sua tesi: «Crediamo che una soluzione politica non possa prescindere dal disarmo di Hezbollah, così come deve prevedere il ritiro di Israele da tutto il Sud del Libano. Sono due passaggi essenziali per costruire un’architettura di sicurezza duratura». Sostegno, quindi alle forze armate libanesi, e aiuti ai civili: recentemente è stato sbloccato il nuovo pacchetto da 15 milioni. E attenzione al post Unifil per garantire comunque una presenza internazionale nel Paese.Sì a sanzioni a coloni e Ben Gvir, no alla sospensione dell’accordo Ue-IsraeleSui rapporti con Israele, la premier si augura «un confronto capace di andare oltre l’enfasi della polemica facile, che produce certamente un ritorno immediato in termini di visibilità, ma non riflette l’importanza strategica che il tema ha per l’Italia». Aggiunge, non senza una punta di sarcasmo: «Voglio sperare che l’amicizia tra Italia e Israele, come il sostegno storico dell’Italia ai diritti del popolo palestinese, e la necessità di perseguire la soluzione dei due Stati, siano principi che tutti, in quest’Aula, condividiamo». Poi chiarisce che il Governo sosterrà misure mirate contro i coloni violenti e contro il ministro Ben Gvir per «l’inaccettabile comportamento di cui si è reso protagonista nei confronti di cittadini italiani» (della Flotilla, che non nomina) e per le altrettanto «inaccettabili» dichiarazioni sull’Italia. La premier ricorda che è in attesa di ricevere anche le proposte della Commissione europea sulle possibili restrizioni ai prodotti provenienti dagli insediamenti, «che valuteremo nel merito, anche da un punto di vista tecnico e giuridico». Ma avvisa: «L’isolamento di Israele è un fenomeno pericoloso, che allontana la pace, la rende più difficile, e finisce per rafforzare le posizioni più estremiste tanto in Israele, quanto tra i nemici di Israele che a quell’isolamento hanno sempre lavorato». Quindi dice no all’ipotesi di sospensione dell’accordo di associazione Ue-Israele: «Punire la società civile israeliana, con misure restrittive, sarebbe non soltanto sbagliato, sarebbe controproducente».Energia, finito lo scambio tra flessibilità e immigrazioneRicordando il risultato della flessibilità di bilancio ottenuta per le spese per affrontare la crisi energetica e anticipando che si provvederà a breve a definire un paniere di misure finanziabile, Meloni non rinuncia a un affondo: Sono lontani i tempi in cui l’Italia, per avere maggiore flessibilità di bilancio, doveva dirsi disponibile a ricevere più immigrati illegali sul suo territorio. Quelli erano altri tempi. Oggi c’è un governo che riesce a ottenere maggiore flessibilità per venire incontro alle esigenze concrete dei cittadini proprio mentre può vantare una diminuzione dell’ottanta per cento di immigrati illegali che sbarcano sulle sue coste. Un ritornello, quello contro l’immigrazione irregolare, che la premier ripete spesso, a maggior ragione ora che il centrodestra deve guardarsi dalla competizione del generale Vannacci.L’attacco ai burocrati europei e all’Ets: va cambiatoNon manca un passaggio ipercritico nei confronti dei burocrati che rallentano l’attuazione delle decisioni prese dal Consiglio europeo: «Non devono rendere conto a nessuno delle proprie decisioni, e forse anche per questo hanno finito per perdere il contatto con la realtà». Alla sessione specifica del summit la premier chiederà di nuovo una revisione urgente del sistema Ets, come prova di un cambio di passo politico e strategico dell’Europa: «Dal focus sulla riduzione dell’impatto sui prezzi dell’energia, man mano stiamo passando alla possibile introduzione di nuovi meccanismi che potrebbero addirittura finire per bloccare il meccanismo, invece di semplificarlo, come era richiesto». Ma la strada è tutta in salita.


