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Vannacci: ‘Nel mio partito i rifiuti degli altri, voglio la sporca dozzina’

di Corriere Roma
11/06/2026
in Politica, Primo Piano
Tempo di lettura: 2 minuti
Vannacci: ‘Nel mio partito i rifiuti degli altri, voglio la sporca dozzina’

A Milano, i sostenitori di Futuro Nazionale riuniti davanti a un maxischermo con bibite e patatine. A Roma, il generale sul ring di una delle trasmissioni di punta del palinsesto televisivo. Per Roberto Vannacci – camicia di lino a righe e scarpe sportive – è la prima assoluta da ospite di Otto e Mezzo. Il suo partito enfatizza l’occasione e organizza una proiezione di gruppo dal titolo ‘Aperi Vannacci’.
La locandina assomiglia a quella di un match pugilistico e lo spettacolo non delude le aspettative. Lilli Gruber non fa sconti, incalzando il generale a tutto campo, lui sferra colpi a destra e a manca: da Marina Berlusconi a Matteo Salvini, passando ovviamente per il centrosinistra. “I miei compagni di partito sono i rifiuti degli altri, quello che avanza, e a me sta bene. Voglio la sporca dozzina”, è il grido di battaglia di chi oggi festeggia i 100 mila iscritti e si prepara all’assemblea costituente del neonato partito.
Vannacci cita la pellicola di guerra – ‘Quella sporca dozzina’ del 1967 – e si spende nell’elogio dei ‘rifiuti’, espressione usata per indicare i nuovi arrivi in Futuro Nazionale dalle file del centrodestra. Nega, però, l’etichetta di estrema destra. Semmai, “destra autentica”. Il generale ‘ammette’ alla stessa categoria la premier Giorgia Meloni. “Ma probabilmente dovrebbe dimostrarlo un po’ di più”, incalza. “Con la presidente del Consiglio ho tante idee in comune, il problema poi è stato come metterle a terra”, rimarca. Punta il dito sulle “molte proposte mai realizzate” e sulle riforme ‘mancate’ del governo, e insiste parlando di sé in terza persona: “Vannacci è il sestante che fa il punto nave e riporta sulla giusta rotta una destra che ha perso la trebisonda”.
Il leader definisce le “linee rosse” – sicurezza, remigrazione, green deal – e se la prende con alcuni partiti di centrodestra che “hanno le stesse posizioni del Pd”. Riferimento neanche troppo velato a Forza Italia, dopo le tensioni con la presidente di Fininvest. “Marina Berlusconi poi spiegherà a che titolo parla, non ha un ruolo politico. Come finanziatrice di FI? Nel caso, prendiamo atto che è un partito eterodiretto dalla finanza e dall’editoria”, torna ad attaccare il generale. Che non risparmia neanche il suo ex leader di partito. “Non ho usato Salvini, lui ha usato me per prendere 500mila voti”, affonda nel giorno del federale della Lega. Poi, l’annuncio: nel fine settimana il programma del partito. E infine il rebus delle coalizioni, su cui Vannacci glissa. “Al momento un accordo non è all’ordine del giorno, le alleanze si faranno a ridosso delle elezioni”, taglia corto il leader. Che non chiude agli altri partiti di centrodestra.

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