L’obiettivo è “definire entro l’anno
una proposta di carattere commerciale che Cinecittà può mettere
a terra, rivolta a produzioni che abbiano dei budget diversi da
quelli internazionali. In Italia ci sono produzioni medio-grandi
con budget diversi, progetti importanti di produttori solidi,
con autori e sceneggiature bellissime, che devono comunque
contare sul fatto che l’unica casa italiana, che è Cinecittà,
può e deve poterle ospitare. Una delle novità che vogliamo
mettere in atto per dire agli organizzatori generali in primis,
e ai produttori esecutivi, che possono venire a Cinecittà, è che
noi siamo a disposizione per dare un contributo già in fase di
preparazione”. Lo ha annunciato l’Ad di Cinecittà, Manuela
Cacciamani, al panel ‘Cinecittà Aperta – Gli Studios per il
cinema italiano: strumenti, strutture, facilitazioni per la
produzione, la post-produzione, la promozione dell’audiovisivo
nazionale’ che si è tenuto oggi all’Italian Pavilion alla Mostra
del Cinema di Venezia.
Cacciamani ha citato la recente costruzione di 25 nuovi
teatri di posa e un aumento della capacità produttiva degli
Studi del 60%. “La nostra idea è quella di tenere due linee di
produzione: i teatri più grandi per le produzioni di volume
superiore; e invece prendere tutti quei teatri storici che ben
conoscete e inserirli in un regime calmierato che possa essere
di conseguenza inclusivo per chi ha progetti con budget diversi.
L’obiettivo nei confronti dei progetti più piccoli è quello di
costruire delle proposte a pacchetto: voi venite a Cinecittà e
seguite da noi, a titolo di esempio, anche la post-produzione,
le ricostruzioni, il teatro, e concordiamo un pacchetto”.
La sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni, ha
ricordato i progressi strutturali portati a Cinecittà negli
ultimi anni grazie all’attenzione del ministero e agli
investimenti del Pnrr. “Una Cinecittà moderna, che compete con
tutte le altre nazioni, capace di attrarre investimenti
internazionali: una Cinecittà di oggi. Questa era la cosa
importante per tutti i produttori. E una Cinecittà che si vuole
aprire anche agli italiani, che è la grande missione che
abbiamo”.
Alessandro Usai, Ceo No Name Entertainment, ha raccontato di
“un progetto che vede Cinecittà protagonista. È una storia
ambientata alla fine della seconda guerra mondiale, ispirata a
un fatto vero e ben testimoniato dall’archivio dell’Istituto
Luce: un pezzo di Cinecittà, con Roma colpita dai bombardamenti
di San Lorenzo, divenne una sorta di campo profughi. Dentro i
teatri di posa, nel Teatro 5 e altri, le scenografie vennero
usate per costruire case temporanee che però non erano finte:
erano vere e ospitavano delle persone. Lo sceneggiatore e
regista del progetto è Massimiliano Bruno”.
Per Federica Lucisano, Ad di Lucisano Media Group, “Cinecittà
è la casa degli italiani: iconica a livello internazionale, ma
soprattutto per noi. Sono molto emozionata dalla possibilità di
tornare a Cinecittà, anche se non ho ancora un progetto pronto.
Quando è stata annunciata la volontà di far tornare a girare le
produzioni italiane sono stata la prima ad applaudire, perché si
deve necessariamente trovare una composizione economica che
consenta anche alle produzioni medio-piccole di trovare casa a
Cinecittà”.
Benedetto Habib di Indiana Production ha commentato: “Ogni
volta che si parla di andare a lavorare a Cinecittà, la reazione
immediata è ‘sì, ma Cinecittà è troppo cara’”. “Quello di cui
abbiamo sempre sofferto è la mancanza di un’offerta inclusiva”,
ha evidenziato. “Servono pacchetti davvero differenziati per
tipologia di film. Cinecittà può essere un utilissimo strumento
di sostegno per le opere più difficili, che spesso sono le opere
prime”.
Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction, ha ricordato
il protocollo d’intesa siglato tra Rai e Cinecittà: “Cinecittà
costa perché è una realtà altamente professionale, che dà molto
di più degli altri studi sparsi nel mondo dove si può spendere
meno. Noi stiamo aiutando i produttori nella scelta degli studi,
della post, dell’archivio. L’esempio massimo è Sandokan, forse
l’evento più importante della tv italiana degli ultimi dieci
anni, passato anche attraverso Cinecittà perché c’era bisogno di
quella professionalità, di quelle tecniche, di quegli studi”.
In apertura il presidente di Cinecittà Antonio Saccone ha
sottolineato il ruolo degli studi anche nella produzione di
documentari, ricordando la produzione di un film, per la regia
di Giovanna Gagliardo, dedicato a Gabriel Garcia Marquez per il
centenario della nascita, e ha annunciato un altro documentario
su 28 magistrati assassinati per mano della mafia o del
terrorismo.
“Queste sono giornate che possono passare inosservate, ma che
in realtà forse sono il giorno zero di un cambiamento”, ha
chiosato Cacciamani, annunciando un nuovo appuntamento a
ottobre.
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