Un progetto rivolto agli studenti
detenuti nell’Istituto penale per i minorenni di Casal del Marmo
con l’obiettivo di “sostenere percorsi di formazione, crescita
personale e reinserimento per i ragazzi e le ragazze sottoposti
a misure restrittive della libertà personale”. L’iniziativa
F.U.O.R.I. — Formazione Universitaria per Orientamento e
Reinserimento Individuale, promossa da DiSCo Lazio in
collaborazione con la Regione Lazio, è stata presentata oggi
nell’Hub Culturale Moby Dick di Garbatella, a Roma.
“Tra le azioni già avviate, l’attivazione di una borsa di
studio universitaria a favore di una studentessa attualmente
presente in struttura, la fornitura di strumenti informatici per
la biblioteca interna dell’Istituto e il sostegno alla
formazione di altri ragazzi ospiti dell’IPM. Il progetto – si
legge in una nota – prevede inoltre un’ampia programmazione di
attività sportive e culturali all’interno della struttura, dal
pickleball alle attività di palestra, dagli incontri di primo
soccorso ai progetti musicali, realizzate in collaborazione con
l’Associazione Vita Attiva”.
Durante l’evento è stato dedicato un momento alla memoria di
Adamo Dionisi, attore romano scomparso lo scorso anno, “la cui
storia personale di riscatto attraverso la cultura rappresenta
un riferimento simbolico per lo spirito stesso del progetto
F.U.O.R.I”.
“Quando si parla di recupero e di umanità, ogni divisione
politica deve scomparire. Mi occupo principalmente di sanità e
uso una metafora – ha sottolineato il presidente della Regione
Lazio, Francesco Rocca, alla presentazione – il carcere oggi
viene vissuto come un luogo di scarto, mentre dovrebbe essere la
sala operatoria sociale del nostro Paese, il luogo in cui si
interviene per restituire le persone alla vita, non quello in
cui si ricade”.
Il presidente di DiSCo Lazio Simone Foglio ha spiegato che
“con F.U.O.R.I. portiamo il diritto allo studio dove troppo
spesso non arriva: dentro un istituto penale minorile. Lo
facciamo con strumenti concreti” e “con una convinzione precisa:
il diritto allo studio non si ferma davanti ai cancelli di un
carcere. E nemmeno il diritto a una seconda possibilità”.
“Questo progetto ha messo il carcere al centro della scena, in
un Paese in cui il carcere viene troppo spesso considerato una
discarica umana, un mondo abbandonato” ha poi aggiunto
l’assessore alla Cultura di Roma Capitale Massimiliano
Smeriglio.
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