Dall’innovazione tecnologica alla
rigenerazione urbana, dalla valorizzazione del litorale fino al
ruolo politico che Roma può svolgere come laboratorio per il
centrosinistra. Nel corso della Festa dell’Unità di Roma a Villa
Lazzaroni, il sindaco Roberto Gualtieri ha affrontato a tutto
campo le principali sfide della Capitale. Intervistato dal
direttore del Messaggero Roberto Napoletano, il sindaco ha
rivendicato il percorso di trasformazione avviato
dall’amministrazione, soffermandosi anche sui temi della
politica nazionale e internazionale.
Si parte infatti dall’attacco del presidente degli Stati
Uniti Donald Trump alla premier Meloni, da cui Gualtieri
ribadisce la distanza politica ma è netto nel dire che “in
democrazia si ha rispetto delle istituzioni e Trump non si deve
permettere di attaccare in questo modo il presidente del
Consiglio italiano, chiunque esso sia”.
Guardando al futuro della Capitale, Gualtieri ha sottolineato
il cambio di percezione che, a suo avviso, sta vivendo Roma.
“Era considerata soltanto un intralcio di cui ci si doveva
sbarazzare. Ora, invece, sta emergendo che Roma attrae
investimenti, ha talenti, imprese, coesione sociale, cultura e
istituzioni che possono essere un motore di innovazione e
cambiamento”, ha detto. Tra i settori strategici indicati dal
sindaco figurano l’intelligenza artificiale e le tecnologie
quantistiche, ambiti nei quali la città punta a ritagliarsi un
ruolo di primo piano anche grazie all’arrivo di nuovi
investimenti internazionali.
Il sindaco ha quindi rivendicato la scelta di portare avanti
una stagione di grandi interventi infrastrutturali e
urbanistici, pur riconoscendo i disagi causati ai cittadini.
“Abbiamo aperto tanti cantieri e spiegato ai romani le ragioni”,
ha affermato. Tra i risultati di cui si è detto più orgoglioso
ha citato piazza Pia, indicandola come esempio di uno spazio
pubblico restituito alla città e fruibile sia dai residenti sia
dai turisti. Per Gualtieri, Roma ha inoltre il compito di
“migliorare se stessa”, ma anche di contribuire alla crescita
dell’intero Paese, assumendo un ruolo da “locomotiva”.
Da qui la domanda di Napoletano se l’amministrazione che
guida la Capitale possa essere considerata un modello politico
per il centrosinistra anche su scala nazionale. “Non so se siamo
un modello ma so che siamo in sintonia con l’obiettivo che si è
dato anche il centrosinistra”, cioè di “mandare a casa questo
governo di destra” che ha perso “la sua spinta propulsiva”. Il
messaggio lanciato dal sindaco della Capitale è “che ci sono
tutte le condizioni perché il centrosinistra prenda la guida del
paese”.
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