Non c’è più un riferimento esplicito
ai “viaggi della memoria e del ricordo”, che chiamano in campo,
rischiando di equipararle, la Shoah e le Foibe, ma si parla
esclusivamente di “percorsi
di conoscenza storica del Novecento”. Gli emendamenti presentati
dallo stesso Pd hanno disinnescato la polemica sull’iniziativa
del centrodestra e portato all’approvazione all’unanimità di un
testo condiviso. Il Consiglio regionale del Lazio ha dato così
il via libera alla legge per la “Promozione e valorizzazione
della conoscenza storica del Novecento” presentata dai
consiglieri Cosmo Mitrano e Marco Colarossi, e sostenuta da
tutta la maggioranza di centrodestra. Abbandonando l’idea di una
legge sulla “Promozione e valorizzazione dei viaggi della
memoria e del ricordo” su cui i dem hanno fatto muro.
“Abbiamo fermato il tentativo di equiparazione tra Shoah e
Foibe portato avanti dalla destra della Regione Lazio. Un
risultato ottenuto grazie alla fermezza del Partito Democratico
e delle altre opposizioni in Consiglio”, afferma in una nota il
gruppo del Partito Democratico alla Regione Lazio. “Quella fra
Shoah e Foibe sarebbe stata una pericolosa sovrapposizione
concettuale. Su questo non possono esserci dubbi o ambiguità.
L’unicità della Shoah – sottolineano i dem – non può essere
messa in discussione. Abbiamo agito con determinazione per
respingere un atto legislativo che, dietro la discussione su
fondi per percorsi formativi e viaggi d’istruzione, celava in
realtà un tentativo di revisionismo storico. Solo preservando la
verità storica possiamo contribuire al consolidamento del
cammino democratico comune del nostro Paese”.
“Grande soddisfazione” per il via libera al provvedimento che
“promuove la conoscenza delle atrocità compiute nel secolo
scorso”, è stata espressa in una nota distinta dai capigruppo
della maggioranza alla Regione Lazio Daniele Sabatini
(Fratelli d’Italia), Giorgio Simeoni (Forza Italia), Laura
Cartaginese (Lega) Luciano Crea (Lista civica Rocca) e Nazzareno
Neri (Noi Moderati). “Intendiamo con questa legge offrire alle
scuole, nel rispetto dell’autonomia scolastica, l’opportunità di
individuare nell’ambito dei programmi didattici, adeguati
percorsi rivolti a conoscere sia i fatti che i luoghi teatro di
tragici eventi che portano le testimonianze di dolori e
sofferenze. Si tratta di una legge che riconosce rispetto e
dignità alle vittime dei genocidi e massacri subiti nel secolo
scorso. Su queste atrocità non ci si può dividere, ed è per
questo motivo che abbiamo sostenuto con grande convinzione la
legge votata all’unanimità. La conoscenza, soprattutto da parte
dei giovani, è infatti l’antidoto più efficace per evitare il
ripetersi degli orrori della storia”.
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