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Olivia, ‘in periferia fai i conti con quello che manca’

di Corriere Roma
22/05/2026
in Regionali
Tempo di lettura: 2 minuti
Olivia, ‘in periferia fai i conti con quello che manca’

“A 17 anni non dovrei sapere a
memoria quali lampioni sono rotti da mesi perché devo starci
attenta ogni sera. Non è normale. Non è giusto. E soprattutto:
non dovrebbe essere solo un problema mio. Il problema è che di
cose così, nel mio quartiere, ce ne sono troppe. E ci siamo
abituati ed è questa la cosa più brutta. Ci siamo abituati alle
buche, ai treni che saltano, alle strade al buio. Ci siamo
abituati a fare i conti con quello che manca, ogni giorno, senza
nemmeno più nominarle queste cose perché tanto non cambia
niente”. A parlare è Olivia Monti, studentessa di 17 anni di
Roma, vive ad Ostia, e il venerdì e sabato lavora in un pub. E’
stata lei ad aprire i lavori di ‘Impossibile 2026, la Biennale
dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza promossa da Save
The Children che quest’anno ha affrontato il tema “Investire
nelle periferie, investire nell’infanzia”.
   
Olivia ha inchiodato la platea dell’Acquario Romano della
Capitale con il suo racconto personale e dettagliato di ciò che
ad Ostia manca, come la biblioteca, e di ciò che le manca: un
posto “per studiare in pace” perché la sua casa è piccola. Ha
raccontato che il suo quartiere è “un mortorio” e si è chiesta
“perché il centro non è così. Perché lì ci sono possibilità che
qui non ho”. Sempre lei però a rammentare a tutti che “il
quartiere non sono i palazzi. Sono le persone. I miei amici sono
quelli che ti aspettano sotto casa quando sei in ritardo di
venti minuti e hai la testa piena. Non abbiamo molto. Ma quello
che abbiamo lo teniamo stretto”.
   
A lanciare un duro monito è stato il presidente di Save The
Children Claudio Tesauro: ‘Un Paese che trascura i minori delle
aree più vulnerabili ipoteca il suo futuro” ed ha proposto una
via da percorrere per evitare di negare pari opportunità ai
bambini e alle bambine, in base al luogo in cui crescono.
   
“Chiediamo una legge – ha spiegato – per garantire nelle aree
più vulnerabili spazi socio-educativi sicuri e accoglienti,
attivi tutto l’anno, dove i minori possano trovare opportunità
culturali, relazionali, ricreative, sportive e di sostegno
educativo e psicologico”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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