Fumogeni fucsia che colorano il
cielo, chiavi che tintinnano come un allarme collettivo,
cartelli e bandiere che sventolano a perdita d’occhio.
Settantamila persone, secondo le organizzatrici, hanno
partecipato al corteo nazionale transfemminista di Non una di
Meno, che ha sfilato a Roma per dire no alla violenza e al
patriarcato. Lo slogan “Sabotiamo guerre e patriarcato” a
scandire ogni passo della marea fucsia, mentre sullo sfondo
rimbalzano ancora le parole di Nordio e Roccella, che hanno
acceso il dibattito politico delle ultime ore. “Siamo tutte
transfemministe”, urla la testa del corteo partito da piazza
della Repubblica e arrivato a San Giovanni.
In via Merulana uno dei momenti simbolici della giornata: il
silenzio, le candele. E l’omaggio a Ornella Vanoni con “La
voglia, la pazzia”. Poco prima alcuni manifestanti avevano
bruciato cartelli di Pro Vita e Famiglia vicino alla sede
dell’associazione antiabortista.
La polemica però non si placa dopo le parole del ministro
Nordio. “Nel codice genetico dell’uomo c’è una resistenza alla
parità dei sessi”, aveva detto ieri. E oggi a tornando
sull’argomento dice: “Molto rumore per nulla”. E ancora: “Ho
detto quello che pensano tutti”. Ma in piazza a rispondere sono
in molti. Anche persone dello spettacolo. La regista Paola
Cortellesi ha parlato di “sconforto” e di una società che “deve
cambiare”, mentre Anna Foglietta ha definito “non condivisibili”
le parole del governo: “La violenza va affrontata senza
bandiere”. La manifestazione si chiude tra cori e musica, con
l’associazione che denuncia 78 femminicidi dall’inizio dell’anno
e chiede interventi strutturali, non slogan: “La violenza
patriarcale non è emergenza. È sistema”.
Mentre il corteo era alle battute finali i ministri Roccella
e Valditara, in un’altra parte di Roma, dopo l’accensione del
tempio di Venere, hanno presentato ‘Corri Libera’ la marcia in
programma domani mattina con partenza dal Colosseo: 5mila le
iscrizioni raggiunte. “Domani sarà una bella manifestazione di
libertà, di volontà di essere uniti in modo non scontato contro
la violenza sulle donne” ha detto la ministra per la Famiglia,
la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella.
Anche il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe
Valditara ha auspicato che “in queste giornate ci possa essere
un comune sentire anche fra le forze politiche e non solo,
lasciando da parte le polemiche, ma impegnandoci tutti insieme
per stroncare la violenza sulle donne, per creare una società
del rispetto partendo dalle scuole”.
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