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Scarpetta, ‘in Vas il pericolo di un’altra realtà online’

di Corriere Roma
09/11/2025
in Regionali
Tempo di lettura: 3 minuti
Scarpetta, ‘in Vas il pericolo di un’altra realtà online’

(di Francesca Pierleoni)
Questa è una storia “che mi ha
interessato subito, perché quella degli hikikomori è una
condizione ancora poco conosciuta, e nascosta”. Lo spiega
all’ANSA Eduardo Scarpetta, protagonista con Demetra Bellina di
Vas, l’opera prima indipendente di Gianmaria Fiorillo, in arrivo
nelle sale dal 20 novembre, distribuito da Piano B
Distribuzioni, che esplora proprio alcune dinamiche vissute da
quei ragazzi e ragazze (in genere tra i 15 e i 30 anni, ma la
sindrome può manifestarsi anche più tardi e cronicizzarsi) che
si ritirano dalla vita sociale per lunghi periodi, da pochi mesi
fino a vari anni, chiudendosi in casa, isolandosi e sviluppando
spesso una dipendenza dal web.
“Mi interessava molto anche tutto il discorso legato ai
social” aggiunge Scarpetta, classe 1993, attore versatile e
intenso, che alterna con disinvoltura teatro, cinema e tv, già
vincitore di un David di Donatello e un Nastro d’argento –
Grandi serie. È reduce dalla fine delle riprese della terza e
ultima stagione di La legge di Lydia Poet e della seconda di
Storia della mia famiglia per Netflix (dove entrambe arriveranno
nel 2026), mentre è impegnato in questo periodo a Cinecittà sul
set di The Resurrection of the Christ diretto da Mel Gibson dove
interpreta San Paolo.
   
Tornando ai temi di Vas (esplorati anche nelle pagine sui
social lanciate da alcuni mesi nell’ambito della promozione del
film, con iniziative ad hoc), “mi spaventa un po’ la possibilità
che ti dà l’oggi, quando non sei felice, fiero e orgoglioso
della vita che hai, di crearti una sorta di ‘avatar’ con una
vita apparentemente perfetta. Ci si fabbrica un’altra realtà.
   
Una dimensione che finisce anche per creare diffidenza tra le
persone, perché ormai la conoscenza, passa spesso prima, o è
influenzata, dall’attività online, dai social”, sottolinea. Un
mondo virtuale nel quale nel film (prodotto da Al One con
Meleagris Film) il suo personaggio, Matteo, traduttore e
hikikomori trentenne agorafobico, passa molto tempo alla ricerca
di compagne di tastiera pronte a condividere con lui atti
erotici e sessuali. Giri nei quali incontra per caso Camilla
(Bellina), aspirante scrittrice sempre più fobica e ansiosa,
colpita da attacchi di panico ogni volta che prova ad uscire
dalla porta di casa. Tra loro nasce un gioco erotico che diventa
sempre più estremo e pericoloso.
“Matteo è un manipolatore, ma condivide con Camilla una serie
di fragilità e paure nelle quali ci si può riconoscere, per
qualche aspetto”, osserva Scarpetta, che nella sua vita utilizza
i social solo per l’aspetto lavorativo. “Non mi vedrete fare
post per mostrare cosa mangio, le persone con cui sono o dove
vado… Non sento quell’esigenza, il rapporto che ho con il
pubblico si è sviluppato in modo diverso”.
   
L’attore ha da poco chiuso un capitolo lavorativo importante,
con la fine delle riprese delle terza e ultima stagione di La
legge di Lydia Poet, la serie, con Matilda de Angelis
mattatrice, che ha preso spunto da un personaggio reale, la
prima donna a essere iscritta nell’ordine degli degli avvocati
d’Italia: “Con Matilda ci conosciamo da 11 anni siamo amici
prima di tutto, quello della serie è stato per tutti noi che vi
abbiamo partecipato un viaggio lungo e molto bello” commenta
Scarpetta. Si è da poco anche conclusa la lavorazione della
seconda stagione di Storia della mia famiglia diretta da Claudio
Cupellini, con un cast che comprende Vanessa Scalera,
Massimiliano Caiazzo, Cristiana Dell’Anna, Antonio Gargiulo. La
serie ha colpito al debutto subito molto il pubblico “perché è
sincera e scritta bene – osserva Scarpetta -. Non è mai banale
nel modo in cui tratta temi come la morte, l’amore tra amici o
il rifiuto dell’amore. Poi tra noi interpreti si è creato subito
un gruppo, è stato bellissimo, abbiamo lavorato tanto e bene”.
   
Il grande impegno attuale invece è la produzione
internazionale diretta da Mel Gibson, The Resurrection of the
Christ, dove interpreta San Paolo: “Abbiamo iniziato ai primi di
ottobre e la lavorazione durerà fino ai primi mesi dell’anno
prossimo. È qualcosa di mastodontico a livello di realizzazione
a Cinecittà, Gibson però ti fa sentire che si fida degli attori,
ti viene a parlare, ti fa capire quanto tenga a questo progetto.
   
È sempre emozionante lavorare con persone che mettono il cuore
in quello che stanno facendo, quando senti che c’è in loro una
fame diversa”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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