“La situazione sta cambiando
nell’alterna ruota dei consumi. Adesso dominano gli eccitanti.
La cocaina, che era una cosa un po’ chic, si è buttata nelle
strade e ha prodotto anche il suo parente povero che è il crack.
E il crack è un eccitante e di fronte a un eccitante noi siamo
impotenti”. Lo ha detto il fondatore di Villa Maraini – Croce
Rossa, Massimo Barra, al convegno “I luoghi della privazione
della libertà personale: detenzione e suicidi” che si è svolto
nella sede della Fondazione Villa Maraini a Roma.
Per Barra il carcere “è patologico e patogeno. È patologico
per come è strutturato e patogeno perché crea altra patologia.
Noi ci occupiamo della patologia dell’abuso di sostanze. Ci si
può drogare senza essere drogati, nel senso che ci può essere un
consumo occasionale, ricreativo, sporadico, perché non
presuppone una necessità, ma una voglia, uno sfizio. Ma non è di
questo che parliamo – ha evidenziato – Parliamo di quelli che a
un certo momento superano la linea rossa al di là del quale il
consumo diventa una malattia, quindi noi parliamo di malati e i
malati non possono stare in carcere perché la struttura del
carcere aggrava la patologia. Ecco perché cerchiamo
disperatamente alternative”.
Il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e
presidente della Cei ha invece sottolineato: “La certezza della
pena è importante, non c’è dubbio, ma anche la certezza della
speranza, devono andare assieme”. Lo ha detto il cardinale
Matteo Zuppi.
“Che sia assicurata la speranza cioè la redenzione che è la
base del sistema penitenziario, per cui guardare al futuro e non
soltanto ricordare il passato”, ha quindi aggiunto.
Zuppi ha poi sottolineato, rivolgendosi alla platea “che ci
sia sempre qualcosa per cui vale la pena guardare avanti, perché
quando non si ha nulla da perdere si fa di tutto”.
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