È scattata la sospensione dalla
carica di consigliere comunale di maggioranza di Terracina per
Gavino De Gregorio, coinvolto nell’inchiesta denominata ‘Porta
napoletana’, quella che ieri ha portato a tre arresti, tra cui
anche Eduardo Marano, esponente del clan camorristico Licciardi,
e Michele Minale, agente immobiliare che si prestava a intestare
a prestanome immobili, quote societarie e attività commerciali
per eludere misure di prevenzione. Oltre a loro coinvolti anche
un commercialista di Terracina, colpito da interdittiva con
divieto temporaneo di esercitare la professione, e un quinto
uomo utilizzato come prestanome, destinatario di un obbligo
quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria.
Per le cinque persone colpite dalle misure cautelari le
accuse sono, a vario titolo, di scambio elettorale politico
mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, trasferimento
fraudolento di valori e, infine, turbata libertà degli incanti.
Di conseguenza, dopo che nelle scorse ore il sindaco del comune
nel sud della provincia pontina aveva chiesto al consigliere
comunale eletto nella sua lista civica di “fare un passo
indietro come atto di rispetto verso gli elettori, verso la
città e verso sé stesso”, poco fa il prefetto di Latina Vittoria
Ciaramella ha disposto la sospensione della sua carica, “a
seguito dell’esecuzione dell’ordinanza del gip del tribunale di
Roma, su richiesta della procura distrettuale antimafia, con cui
è stata disposta nei suoi confronti la misura cautelare degli
arresti domiciliari”.
“Nel confermare la massima fiducia nell’operato della
magistratura e delle forze dell’ordine – ha detto invece il
primo cittadino Francesco Giannetti -, baluardo e garanzia di
legalità, ribadisco nuovamente la mia e la nostra massima
attenzione sulla correttezza e sulla trasparenza dell’operato
dell’amministrazione comunale”.
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