Visitare i luoghi della
Memoria per dire “mai più” e non dimenticare gli orrori della
Shoah. Con questo obiettivo 132 studenti di cinque scuole
secondarie di II e III grado — tre di Roma e due della Città
metropolitana — sono arrivati a Cracovia per l’edizione 2026 del
viaggio della Memoria promosso da Roma Capitale. Con docenti e
accompagnatori la delegazione conta circa 150 persone. Al
viaggio partecipano anche il sindaco Roberto Gualtieri, il
presidente della Comunità ebraica di Roma Victor Fadlun, una
delegazione di consigliere e consiglieri capitolini, l’assessore
alla Cultura Massimiliano Smeriglio, le assessore alla Scuola e
al Sociale Claudia Pratelli e Barbara Funari, i minisindaci
Amedeo Ciaccheri, Paolo Marchionne e Francesco Laddaga, e il
delegato all’edilizia scolastica della Città metropolitana
Daniele Parrucci.
La prima giornata è iniziata con la visita alla sinagoga
Tempel – durante il nazismo usata come stalla dove mettevano i
maiali – nel quartiere ebraico di Kazimierz, dove per secoli ha
vissuto la comunità ebraica della città. Qui il presidente della
Comunità ebraica di Roma, Victor Fadlun, si è rivolto agli
studenti ricordando il valore della memoria e di quel ‘mai piu’:
“Sono figlio di figli della Shoah. Io non ho subito questo
orrore ma sono testimone di testimoni. Ho la responsabilità di
testimoniare questo orrore. E anche voi porterete avanti la
testimonianza dopo le visite”. Il percorso è poi proseguito
nella parte meridionale di Cracovia, fino a Plac Bohaterów
Getta, la grande “piazza delle sedie” che ospita il memoriale
del ghetto: 68 sedie in bronzo che ricordano gli arredi
abbandonati dagli ebrei nel 1943 durante il rastrellamento.
Accompagnati dalla Fondazione Museo della Shoah e dalle
istituzioni capitoline, i giovani hanno attraversato le strade
dell’ex ghetto nazista di Pódgorze, dove gli occupanti tedeschi
deportarono migliaia di ebrei. Due aree diverse della città: il
quartiere storico della presenza ebraica, nel cuore di Cracovia,
e quello più a sud scelto dalle autorità naziste per concentrare
gli ebrei prima della deportazione nei campi di sterminio. Il
cammino dei ragazzi è arrivato fino alla collina che domina
l’area del ghetto, separata dagli unici resti del muro costruito
dai nazisti per confinare gli ebrei nello spazio ristretto loro
imposto. Una piccola altura resa celebre anche da una scena del
film Schindler’s List, in cui il protagonista assiste al
rastrellamento del ghetto.
“Questa non è una gita di piacere ma un viaggio per conoscere
e sviluppare consapevolezza”, ha ricordato Smeriglio,
sottolineando la responsabilità delle nuove generazioni nel
custodire la memoria. “Toccare con mano i luoghi dell’orrore
della storia, oltre ad essere un’esperienza molto dolorosa e
segnante – ha aggiunto Pratelli – pensiamo che possa consentire
di acquisire una nuova consapevolezza e anche responsabilità”.
Il programma del viaggio proseguirà questa sera con il
collegamento e le testimonianze delle sopravvissute Andra e
Tatiana Bucci. Domani gli studenti visiteranno i campi di
concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau, per vedere con
il loro occhi l’orrore della storia.
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