La Roma fa scudo intorno a Gian Piero Gasperini. I giocatori, insieme a gran parte della tifoseria giallorossa, sembrano compattarsi sempre più intorno al proprio allenatore. Mentre la proprietà, ancora silente e assente fisicamente da Trigoria, invita ad abbassare i toni per concentrarsi sul finale di stagione. È questo il quadro generale che emerge attualmente in casa Roma, in risposta alle polemiche Gasperini-Ranieri che imperversano da giorni nella Capitale giallorossa. Ieri, a margine del premio Insider Sport a Coverciano, sono arrivate le dichiarazioni di Lorenzo Pellegrini, leader e capitano (quest’anno senza fascia) della Roma ormai da diverso tempo: “Gasperini è più carico di prima, dobbiamo concentrarci solo su queste ultime partite. Quello che interessa a noi è stare il meglio possibile sul campo per vincere le sfide, poi vedremo ciò che succederà”. Già, cosa succederà? Pellegrini non s’è sbilanciato né sul suo di futuro né su quello di Gasp: “Se il mister resterà? Quello che posso dire alla mia gente è la verità: la Roma darà tutto nelle partite che mancano – ha detto il numero 7 dal palco -. Noi lo seguiremo fino alla fine per quello che ci chiederà, poi i giudizi si daranno alla fine”. E se il finale di campionato rischia seriamente di escludere la Roma anche dalla prossima Champions League, il verdetto scaturito dalla frattura Gasperini-Ranieri è tutt’altro che scontato.
L’impasse dei Friedkin
Rimane difficile immaginare cosa ruoti oggi nella testa dei Friedkin: quanto per loro il risultato sportivo, abbinato al modo spesso polemico di vivere l’esperienza in giallorosso, pesi sul futuro del progetto Gasperini. E quanto, dall’altra parte, l’uscita di Claudio Ranieri (discutibile nei modi e nei tempi) fosse concordata per portare alla luce la versione societaria, in risposta ai continui attacchi a mezzo stampa del tecnico torinese. Di sicuro al momento la proprietà non esce dall’impasse, non si schiera apertamente e rinvia il giudizio per il bene della Roma. Mentre la rottura rimane evidente e insanabile, solo un passo indietro da parte di una delle due parti (o di entrambe, chissà), faciliterebbe il ruolo di chi sarà chiamato a scegliere. Perché di questo si tratta, a Trigoria non c’è più posto per entrambi. Le condizioni, quelle sì, è facile immaginarle: Gasperini ha ormai preso una posizione netta e non intende più proseguire il rapporto professionale con Ranieri, chiederà presumibilmente di rapportarsi pure con un nuovo direttore sportivo.
Mercato aspetto centrale
Anche perché il mercato è l’altro aspetto centrale: l’ex tecnico dell’Atalanta vorrebbe avere un peso decisamente maggiore nelle scelte del club, assumendo un ruolo da manager. È consapevole dei vincoli imposti dal Fair Play Finanziario e proprio per questo insiste sulla necessità di operazioni mirate, costruite in funzione del suo sistema di gioco e delle sue esigenze tattiche. Infine, una rivoluzione nello staff medico: Gasp spinge per un cambiamento radicale, ritenendo l’attuale struttura troppo legata alla precedente gestione e quindi poco in linea con il nuovo corso che ha in mente. La posizione del Senior Advisor, invece, si rafforzerebbe in modo naturale se i Friedkin decidessero di cambiare guida tecnica, affidando a Ranieri, stavolta con pieni poteri, la scelta del nuovo allenatore. Sir Claudio per ora ha incassato con amarezza il mancato supporto da parte della tifoseria, che al momento sceglie di compattarsi, così come la squadra, intorno alla figura dell’allenatore.
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