“Se la partita può salvare la stagione? È una definizione giornalistica, non esiste una partita che vale una stagione perché una stagione viene valutata su tutte le partite. Poi c’è la definizione della singola partita, che sarà importante”. Così Maurizio Sarri commenta la preparazione alla semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta di Raffaele Palladino, che vederà la Lazio scendere in campo mercoledì 22 a Bergamo, dove le due formazioni ripartiranno dal 2-2 dell’Olimpico. I biancocelesti ritrovano inoltre la Dea alla New Balance Arena dopo il pareggio a reti inviolate della settima giornata di campionato, quando sulla panchina avversaria sedeva ancora Ivan Juric. Il secondo round mette inoltre in palio l’11ª finale di Coppa nella storia del club, che in bacheca vanta 7 titoli e 3 secondi posti, contro le 5 finali perse dagli orobici, il cui solo trionfo rimanda al 1963. Dall’altra parte del tabellone, a contendersi l’ultimo appuntamento del 13 maggio saranno Inter e Como, attese a San Siro alle ore 21 di martedì 21 aprile. L’agenda di Sarri mette poi in programma la gara interna con l’Udinese di lunedì 27.
Sarri: “Una partita non cambia il mio giudizio sulla stagione”
Queste le parole del tecnico: “La vittoria di Napoli? Saranno decisive le indicazioni degli allenamenti, ci sono da fare tantissime valutazioni perché abbiamo 4-5 giocatori che sono quasi guariti clinicamente, ma dalla guarigione clinica alla buona condizione fisica ci passano 20-25 giorni. Ci sono tanti giocatori che possono garantirci solo un certo minutaggio, sarà fondamentale in una partita dove non sappiamo anche la durata. A me una singola partita non farà cambiare il giudizio sulla stagione. Loro hanno caratteristiche simile al Napoli, delle similitudini ci sono poi però le caratteristiche individuali sono diverse. Le condizioni dei giocatori? Noslin è uscito leggermente acciaccato, vediamo se riusciamo a migliorare la sua condizione in vista di domani. Le motivazioni sono una spinta importante, ma non può essere l’unica arma. Evidentemente per questo gruppo fare una partita in ripartenza è più congeniale e può spiegare certi risultati. Perdere del tutto le motivazioni quest’anno era probabile, ma non l’abbiamo fatto. Basic? Rientra nel discorso fatto prima, ha fatto molta fatica a Firenze mentre a Napoli ha fatto molto meglio. La semifinale la faccio molto volentieri, ma ho perso due finali ai rigori e mi piacerebbe fare anche questa”.
Sarri: “Trovata la continuità”
“Maldini, Dia e Noslin? Maldini vedi sopra, la risposta è la stessa. È guarito clinicamente, per lui è più difficile perché ha una tendinopatia cronica e ha momenti positivi e altri in cui l’infiammazione è invalidante. Parliamo di un ragazzo che ha fatto un allenamento in venti giorni, non so quanto può giocare, ma domani può giocare. Noslin ha subito qualche colpo, se avessimo giocato dopo sette giorni non ci sarebbero stati problemi. Dia sta abbastanza bene, quando si parla di ragazzi che sei sicuro che non hanno 90 minuti l’ideale sarebbe farli partire perché così non rischi di sprecare slot. Mi devo però fermare a 3-4, altrimenti finisco gli slot dei cambi al primo tempo. Buttare giù la formazione in queste condizioni è difficile. Le vittorie sono sempre importanti. Questa squadra è stata 12-13 mesi senza fare due vittorie consecutive, significa che questa inerzia positiva che ti possono innescare queste vittorie non l’ha avuta. Ora stiamo facendo risultati con più continuità, ma la mancanza di continuità è sempre stato un nostro difetto che stiamo combattendo. Vogliamo sfruttare queste inerzie positive che avevamo prima della sosta, abbiamo fatto fatica a rientrare dopo la sosta e stiamo lavorando su questo difetto”.
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